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Gli animali sequestrati nella fattoria.
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CANTONE
22.10.18 - 10:440
Aggiornamento : 13:42

Maltrattò decine di animali: «È un complotto»

Alla sbarra il dottor Werner Nussbaumer, anche per infrazione alla legge sugli stupefacenti

BELLINZONA - «Se non avessi avuto la passione e il tempo, non avrei tenuto degli animali». È quanto dichiara il dottor Werner Nussbaumer, che stamattina siede al banco degli imputati in pretura penale a Bellinzona. Davanti al giudice Siro Quadri risponde principalmente del reato di maltrattamento di animali. Ma anche di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti.

L’accusa - Agnelli, pecore, capre, conigli, cavalli. Come si evince dal decreto d’accusa firmato dal procuratore pubblico Arturo Garzoni, tra il 2011 e il 2013 a Gravesano oltre ottanta animali sarebbero stati tenuti in recinti troppo stretti, senza acqua né foraggio. Gli animali non avrebbero poi nemmeno ricevuto le necessarie cure veterinarie. Si parla di agnellini con zampe rotte e senza la vista, di conigli morti lasciati nella gabbia, di capre rinvenute cadavere. E di tre asinelli trasportati all’interno di una Fiato Fiorino o di altri animali abbandonati sotto il sole, senza cibo né acqua.


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Gli animali sequestrati nella fattoria.

Le fotografie - «Accedevo alla tenuta giornalmente» afferma l’imputato, che in aula è difeso dall’avvocato Rossano Bervini. E aggiunge: «Ritengo di aver tenuto gli animali sempre con cura e rispetto, fornivo acqua fresca tutti i giorni e pulivo le gabbie: dal mio punto di vista era tutto perfetto, gli animali non soffrivano». Il giudice gli mostra diverse fotografie agli atti, in cui si vedono animali morti e condizioni igieniche precarie nella tenuta. Nussbaumer parla anche di un presunto complotto E peraltro ricorda: «È più volte capitato che facessero incursione la volpe o la faina».


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Il dottore si difende: «È un complotto».

 Gli stupefacenti - Per quanto riguarda l’infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, sempre tra il 2011 e il 2013 l’imputato ha prescritto ad alcuni suoi pazienti cure a base di sostanze stupefacenti e psicotrope. Prescrizioni, queste, che sarebbero avvenute anche su semplice richiesta telefonica. E in particolare senza essere in possesso di un’autorizzazione cantonale e in dosaggi troppe elevati per essere ammessi dalla scienza medica.

La proposta di pena - L’accusa propone una pena pecuniaria di complessivi 28’400 franchi, sospesa per un periodo di prova di tre anni, e una multa di 300 franchi.

Processo sospeso - Il dibattimento è stato sospeso per permettere alla Corte di eseguire dei complementi istruttori. Il processo riprenderà quindi in data da convenire.

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