Tipress
CANTONE
23.10.17 - 17:050
Aggiornamento : 19:53

Infiltrazioni mafiose in Ticino: «Un problema percepito dalla gente comune»

La carenza di strumenti, legali e d'indagine, in Svizzera rende difficile la lotta. Arturo Bova: «Serve una riflessione comune sugli sforzi da mettere in campo»

BELLINZONA / ZURIGO - «Il problema del radicamento della ‘ndrangheta in Svizzera non solo è percepito dalla gente comune, ma è altresì ben compreso nella sua drammatica portata». È quanto dichiarato da Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta della Calabria, ad alcuni quotidiani calabresi in seguito all’incontro organizzato a Zurigo dal PD Svizzera 2.0.

Una preoccupazione condivisa anche dal comandante della Polizia di Locarno Dimitri Bossalini, che - ricorda Bova - a suo tempo dichiarò come l’infiltrazione della criminalità organizzata in Ticino stia «letteralmente erodendo il tessuto economico» e «se non faremo qualcosa si compreranno tutto».

Secondo Bova, a complicare l'azione contro la piaga delle infiltrazioni mafiose sul territorio elvetico sono in primis alcune carenze che la legislazione svizzera presenta in materia. Sul versante dei poteri d’indagine, spiega, la legge risulta infatti molto più restrittiva e non consente l’utilizzo di strumenti, quali le intercettazioni telefoniche ed i pedinamenti, che sono invece il fulcro delle attività antimafia della vicina Penisola. L’unico “strumento” previsto dal codice penale svizzero è l’articolo 260 ter, che stabilisce una pena fino a 5 anni per  le organizzazioni segrete che hanno «lo o scopo di commettere atti di violenza criminali o di arricchirsi con mezzi criminali».

L’unica strada percorribile per frenare l’espansione della criminalità organizzata, sostiene Bova, è quella di mettere in campo uno sforzo comune «sul piano normativo, degli strumenti e delle metodologie».

TOP NEWS Ticino
CANTONE
33 min
In Ticino non ci sono più cabine (funzionanti)
Le ultime sono state disattivate negli ultimi mesi da Swisscom, che sta procedendo a rimuovere le postazioni rimaste
CANTONE
1 ora
Appartamenti sfitti? «Sfruttateli come Airbnb»
L’esperienza di Milo Chiocca, a caccia di proprietari disposti a lanciarsi sulla piattaforma per locazioni a breve termine
LAVENA PONTE TRESA
12 ore
Non riesci nei tuoi studi? Puoi attaccarti al tram
Da qualche mese l’Istituto Fogazzaro ha aperto una “filiale” italiana, il Centro Atlante, a due passi dal confine e dal trenino FLP. Altro nome, stessa preside. Lo scopo: garantirsi un piano B
LUGANO
14 ore
La lettera della vittima in aula: «Non sono più tua figlia. Addio, papà».
Maria Galliani, legale della giovane abusata dalla "coppia horror" del Bellinzonese, racconta il presente della sua assistita: «A 17 anni si è ritrovata sola. Ora sta lottando»
VIDEO
GRANCIA
15 ore
Scairolo, acqua marrone e «odore di vernice»
La situazione segnalata da un lettore. L'Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo: «Verificheremo»
LUGANO
15 ore
«Stava giocando ai lego e i genitori l'hanno chiamato mentre facevano sesso»
Al processo contro la coppia del Bellinzonese che abusava dei figli, parla l'avvocato del ragazzo: «Ancora oggi il mio assistito è legato a mamma e papà»
LUGANO
16 ore
«Faccio fatica a definire genitori queste due persone»
Processo contro la coppia horror del Bellinzonese: la procuratrice pubblica Marisa Alfier chiede una pena di 15 anni di carcere per l'uomo e di 14 anni e 6 mesi per l'ormai ex moglie
VIDEO
GAMBAROGNO
17 ore
L’inferno alle 7 di mattina: al lavoro coi nervi a pezzi
Chiuso il nucleo di Quartino. Tutto il traffico si riversa sulla strada cantonale. Il test video di Tio/20minuti. E la rabbia degli automobilisti: «Vergognoso»
LOCARNO
18 ore
Delta Resort: «Il Municipio di Locarno fa il necessario?»
Interpellanza di Pier Mellini al Municipio sul suo operato e sull’ordine di vigilare affinché gli appartamento non siano utilizzati come residenza
CANTONE
19 ore
La rivelazione shock del padre: «Toccarmi con mia figlia era diventata un'esclusiva»
Processo alla coppia dell'orrore. Il 50enne, che abbelliva i filmati hard con effetti speciali e colonne sonore, gioca a nascondino col giudice. Intanto emerge che la madre era gelosa della ragazza
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile