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LUGANO
15.05.17 - 17:230
Aggiornamento : 20:15

“Passatore” a sua insaputa con BlaBlaCar, in cella per una notte

La disavventura di un cittadino italiano 66enne fermato in dogana per un viaggio in car sharing con tre africani privi di documenti

LUGANO - Una notte in cella per un passaggio. È una disavventura di quelle che lasciano il segno quella avvenuta a Marco Zuccari, 66enne informatico di Domodossola e habitué degli spostamenti in car sharing, che lo scorso 25 gennaio è stato fermato alla dogana di Brogeda mentre viaggiava da Milano alla volta di Monaco di Baviera assieme ad altre tre persone, a sua insaputa, sprovviste di documenti. Ne dà notizia il portale Wired.it.

L’uomo, assiduo utilizzatore della piattaforma BlaBlaCar, aveva accettato di trasportare i tre, per 25 euro a testa, nella propria auto dopo che una prenotazione era saltata all’ultimo momento. All’incontro si sono presentati «due uomini e una donna, compagna di uno dei due. Erano africani e sembravano non conoscersi», ha raccontato l’uomo, che dopo le rassicurazione riguardanti i loro documenti ha deciso di mettersi in viaggio.

L’arrivo in dogana - Arrivato a Brogeda ecco la sorpresa. Le guardie di confine lo fanno accostare e chiedono di mostrare i documenti: «In quel momento inizia la mia odissea», ha spiegato il 66enne, che subito dopo è stato condotto in un locale e bombardato di domande riguardo le persone che viaggiavano con lui. «Pensavo di non essere nei guai e che mi avrebbero lasciato andare». Ma così non è.

L’uomo viene condotto in uno stanzino, fatto spogliare completamente e perquisito, prima di essere consegnato agli agenti della polizia municipale di Chiasso che, dopo l’assegnazione di un avvocato d’ufficio, iniziano un interrogatorio che durerà per cinque ore. L’informatico a questo punto cerca di spiegare l’accaduto, mostrando la prima prenotazione su BlaBlaCar e l’annullamento, e spiegando che avrebbe incassato 75 euro. Gli agenti però non conoscono la piattaforma, e procedono a formalizzare l’accusa: «Lei è un passatore, ha portato nel territorio svizzero dei clandestini».

Condannato - Ammanettato e condotto a Lugano, Zuccari subisce un’ulteriore perquisizione corporale prima di essere chiuso in una cella di quattro posti, nella quale resterà fino al pomeriggio seguente, quando verrà condannato "per direttissima" e rilasciato con la condizionale dopo aver pagato 191 euro - esattamente la somma che aveva in tasca - per le spese.

Consapevole della propria ingenuità, l’uomo ha in seguito presentato ricorso tramite l’avvocato d’ufficio e attende di conoscere i tempi dell’udienza: «Mi assumo le mie responsabilità, ma quanto è successo è grave e non credo che da sola la prenotazione tramite l’app mi avrebbe risparmiato tutti questi guai».

La posizione di BlaBlaCar - Dal canto suo la società di car sharing si dice «dispiaciuta» per quanto accaduto precisando però che «la prenotazione del viaggio era stata cancellata». Inoltre, ha precisato la compagnia, «su tutti i viaggi internazionali svolgiamo controlli basati sugli account, sul metodo di pagamento, sulle recensioni e sui comportamenti pregressi di autisti e passeggeri. Se temiamo abusi sulla piattaforma, blocchiamo il tentativo. Siamo dispiaciuti che un nostro utente abbia proceduto autonomamente e abbia avuto delle conseguenze».

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