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CANTONE/GRIGIONI«Anche alla mia gatta hanno sparato e in pieno giorno»

27.03.24 - 06:30
Candy, una gatta di sette anni, ha perso l'arto posteriore per un colpo di pistola. Il presunto colpevole, un 15enne.
Yama Crameri
«Anche alla mia gatta hanno sparato e in pieno giorno»
Candy, una gatta di sette anni, ha perso l'arto posteriore per un colpo di pistola. Il presunto colpevole, un 15enne.
L'avvocato: «Le pene non hanno alcun effetto deterrente»

BELLINZONA/COIRA - Ha fatto scalpore la notizia del cacciatore 70enne che diverse settimane fa aveva sparato con un fucile a un Weimaraner di soli dieci mesi, uccidendolo, mentre si trovava a spasso con la sua proprietaria a Sedrun (GR). Lo aveva scambiato per una volpe. Aveva poi colpito l'attenzione il fatto che l’uomo usasse sparare nel suo giardino, quando vedeva un animale selvatico avvicinarsi alla sua proprietà. Al tiratore era stata confiscata l’arma ed era poi stato denunciato dall'Associazione svizzera per la protezione della fauna selvatica.
Nel cantone dei Grigioni, però, non era la prima volta ad accadere un fatto simile. Qualche mese prima, l’8 novembre del 2023, un adolescente in pieno pomeriggio sparò, verosimilmente con una pistola, a una gatta domestica di sette anni, mettendone a rischio la vita. A raccontarlo a tio/20 Minuti, Yara Crameri, domiciliata a San Carlo (GR) che ricorda quel giorno come se fosse ieri.

«Pensavo fosse un petardo» - Il silenzio, lo sparo e poi Candy che le viene incontro miagolando dal dolore. Da lì la corsa disperata dapprima dal veterinario di Poschiavo - che con una radiografia ha accertato fosse stata colpita da un colpo di pistola - e poi fino a Celerina, dove la micia è stata sottoposta a un intervento chirurgico per l'amputazione dell’arto posteriore. A quel punto Yama non ci ha pensato due volte: ha condiviso sui social l'accaduto ed entro sera è riuscita a conoscere l’identità «dell’autore del folle gesto. Si tratta di un giovane di 15 anni che, mentre si trovava a pranzo da parenti stretti, miei vicini di casa, ha impugnato l’arma e ha sparato - afferma -. Aveva premeditato l’evento: al mattino si era vantato a scuola dicendo che sarebbe andato a San Carlo a sparare ai gatti. E sembrerebbe non fosse la prima volta». Yama ha poi sporto denuncia e i genitori del ragazzo lo hanno obbligato a costituirsi. La Polizia cantonale dei Grigioni, intanto, ha aperto un'inchiesta. «Personalmente - confida - ora non mi sento più tranquilla nella mia casa. Ho sempre paura che possa accadere qualcosa a me, ai miei gatti e agli altri animali che ho. Vivo con molta ansia e senso di insicurezza».

«Eventi molto rari» - Ma sono mai stati registrati episodi simili in Ticino? Per il momento no, rassicura la Polizia cantonale, «se non sporadiche segnalazioni di spari in concomitanza della stagione venatoria». Ma soprattutto: «Negli ultimi anni non si è mai verificato che degli animali domestici venissero scambiati per selvatici».
Un punto su cui concorda l’Ufficio della Caccia e della Pesca del Cantone Ticino che, dal canto suo, tiene a precisare: «In nessun caso è ammesso un tiro incontrollato sugli animali». Inoltre, «secondo le regole di sicurezza, prima di sparare, il cacciatore deve sempre essere sicuro del proprio obiettivo» e deve trovarsi a una distanza minima di 50 metri dall’abitato.

Ma a cosa si va incontro quando si uccide un animale? - «L'uccisione di un animale, per negligenza o per dolo - spiega l’avvocato Christopher Jackson -, può portare nei casi più estremi anche alla carcerazione. Sono casi veramente rarissimi, ma sicuramente la conseguenza più frequente a cui si va incontro è una pena pecuniaria».

Nella situazione come quella verificatasi nel cantone dei Grigioni, specifica, «oltre ad averci comunque rimesso la vita un animale, non va trascurato il rischio che hanno corso gli esseri umani. Chiaramente sparare nell'abitato, addirittura dal proprio giardino, con un fucile da caccia è dal mio punto di vista estremamente pericoloso».

Anche per il 15enne sospettato di aver sparato a Candy la pena sarà di lieve entità - «Per i minorenni, le pene, sono ulteriormente alleggerite, essendo previsti lavori di pubblica utilità o comunque delle misure che non sono paragonabili a quelle degli adulti. In questo caso si suppone che sarà chiamato a rispondere penalmente anche chi ha messo a disposizione del ragazzo quest’arma da fuoco, quindi senza tenerla debitamente al sicuro e al di fuori della portata del minore. Intravedo dunque un concorso di colpa tra chi ha lasciato quest'arma incustodita e chiaramente il minore che l'ha usata contro l'animale. In casi del genere, oltre a essere previste pene piuttosto lievi per chi maltratta o uccide animali, se l’atto è commesso da parte di minorenni le conseguenze sono veramente molto lievi».

Per fortuna, come si suol dire, i gatti hanno diverse vite da spendere. Candy, ci fa sapere la sua proprietaria, ora sta bene e riesce persino a giocare.

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