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«Se il virus entra nella stalla, sono guai grossi»

CADENAZZO«Se il virus entra nella stalla, sono guai grossi»

24.01.24 - 06:30
Peste suina africana in agguato: Adrian Feitknecht, titolare della fattoria Al Ramello, racconta il timore di chi alleva maiali. Il video.
Davide Giordano tio/20min
«Se il virus entra nella stalla, sono guai grossi»
Peste suina africana in agguato: Adrian Feitknecht, titolare della fattoria Al Ramello, racconta il timore di chi alleva maiali. Il video.

CADENAZZO - Dall'Italia la peste suina africana "spaventa" il Ticino. E la consapevolezza è cresciuta dopo la recente serata di sensibilizzazione organizzata a Bellinzona dal Dipartimento della Sanità e della Socialità. Adrian Feitknecht, responsabile della fattoria Al Ramello di Cadenazzo, non nasconde la sua preoccupazione. Lui è tra i principali allevatori (anche) di maiali in Ticino. «Ogni anno – spiega – "produciamo" 2' 500 maiali. Se il virus dovesse entrare nella stalla, dovremmo sopprimere tutto l'allevamento».

«Perderemmo un milione di franchi» – Un danno anche dal punto di vista economico. Feitknecht non lo nasconde. «Perderemmo subito circa un milione di franchi. Senza contare il futuro. Ripartire sarebbe problematico. Bisognerebbe riprendere tutto da zero. Risanare completamente». 

Da lontano a vicino – Le emozioni alla fattoria Al Ramello sono contrastanti. Ed è così anche nelle altre realtà analoghe della Svizzera italiana. «Viviamo un misto tra consapevolezza e paura – riprende Feitknecht –. È da anni che si parla della peste suina africana. Non è di certo una novità. Solo che prima la vedevamo lontana. Magari era nei Paesi dell'Europa dell'est. Ora che è stata individuata in Italia è chiaro che i chilometri di distanza tra noi e il virus sono decisamente di meno». 

«Occhio al cinghiale» – Feitknecht sta pensando di piazzare un recinto di protezione ancora più performante. «Il vettore principale della malattia è il cinghiale. Per fortuna che i cinghiali sul Piano di Magadino al momento circolano poco. Però anche l'uomo, pur non rischiando nulla a livello di salute, può portare il virus in giro, ad esempio coi vestiti o con le scarpe. Ecco perché il tema interessa anche figure come i cacciatori». 

«Restiamo fiduciosi» – Sono giorni delicati per chi alleva maiali. «I sintomi? I maiali potrebbero avere febbre, sangue da naso, diarrea... Ma al momento in cui te ne accorgi è tardi. Perche poi tutto l'allevamento si contagia. Lo ripeto: se la malattia entra nella stalla, devi poi sopprimere tutte le bestie. È dura. Restiamo fiduciosi però. Noi contadini siamo abituati alle avversità. E resisteremo anche a questa».

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