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CANTONE«Etichettati e con l'autostima a zero»

18.12.23 - 18:31
Recupero della licenza di scuola media: via ai corsi di Pro Juventute. Il coordinatore Giacomo Petruccelli: «Questi giovani qui ripartono».
Ti-Press (archivio)
«Etichettati e con l'autostima a zero»
Recupero della licenza di scuola media: via ai corsi di Pro Juventute. Il coordinatore Giacomo Petruccelli: «Questi giovani qui ripartono».

LOCARNO - «Quando i ragazzi arrivano qui, si sentono un po' esclusi dalla società». Giacomo Petruccelli è coordinatore dei corsi di recupero della licenza di scuola media organizzati da Pro Juventute. A gennaio scatterà una nuova avventura semestrale nelle sedi di Locarno, Bellinzona, Paradiso e Chiasso. Con diverse decine di giovani che tenteranno di rimettersi in carreggiata.

Una cinquantina di giovani all’anno senza licenza di scuola media. Che motivazioni vi forniscono quando si presentano a voi?
«Sono sempre molto sinceri. Ce lo dicono apertamente: alcuni non studiavano, altri avevano problemi comportamentali, altri ancora semplicemente non frequentavano più le lezioni».

E cosa facevano?
«Stavano a casa. Magari chiusi in camera. È ovvio che in queste circostanze emerge anche la fragilità del contesto famigliare. Con genitori privi di strumenti per gestire la situazione».

Il sentimento di sfiducia è davvero così presente?
«Sì. E in classe emerge. I ragazzi si aprono, raccontano le loro esperienze scolastiche precedenti. E si capisce che la loro autostima è davvero bassa».

Colpa di una società troppo esigente?
«Sicuramente siamo nell’era della performance e dell’apparenza. Quando ti ritrovi senza licenza è un po’ come dovere ammettere pubblicamente di non essere come gli altri. Spesso questi giovani sono anche molto sensibili e ne soffrono».

Il vostro ruolo non è solo didattico.
«Esatto. I nostri docenti sono parecchio giovani. Hanno un’età vicina a quella degli allievi. E quindi sono anche vicini ai loro problemi. Riescono a interagire più facilmente con loro. L’aspetto didattico conta ovviamente. Ma se vediamo che un ragazzo è bloccato emotivamente, lo portiamo magari a bere qualcosa, cercando di approfondire con lui come superare l’ostacolo. A volte la giovane età e la simpatia dei docenti possono rappresentare uno stimolo contro la svogliatezza di alcuni ragazzi nel recarsi alle lezioni».

Molti giovanissimi alle medie si sentono già sotto pressione. È normale tutto questo?
«Per alcuni può essere fonte di stress. Viene loro appioppata l’etichetta di persone fragili e poi è difficile farsi accettare. Si sa che chi non va bene a scuola poi fatica a trovare un posto di apprendistato. A maggior ragione se non si ottiene la licenza. Il nostro scopo è di fare in modo che questi ragazzi non finiscano ai margini della società. Facciamo un grosso lavoro dal punto di vista educativo».

Il vostro corso è rivolto anche a giovani stranieri che arrivano da Paesi lontani.
«Sì. Con noi hanno la possibilità di integrare il loro titolo di studio e di ambientarsi nella Svizzera italiana. Facciamo integrazione a 360 gradi e ne siamo orgogliosi».

Pronti per iniziare le lezioni?
«Prontissimi. In generale abbiamo ancora alcuni posti liberi. Chi fosse interessato al recupero della licenza di scuola media può contattarmi allo 076 679 23 93».

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