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CANTONEIl pendolarismo del pieno porta oltre confine. I carburanti sono meno cari

06.10.23 - 06:30
Giampietro (City Carburoil): «Spesso si assiste a un gioco al massacro tra Italia e Svizzera per vendere pochi litri in più».
Ti-Press
Il pendolarismo del pieno porta oltre confine. I carburanti sono meno cari
Giampietro (City Carburoil): «Spesso si assiste a un gioco al massacro tra Italia e Svizzera per vendere pochi litri in più».

CHIASSO - Nel 2022 con il taglio delle accise sui carburanti, voluto dall’allora presidente del consiglio italiano Mario Draghi, erano sempre di più i ticinesi in coda nei distributori italiani per fare il pieno scontato, generando un flusso al contrario rispetto alla tradizionale immagine che ha sempre visto gli italiani varcare il confine per rifornirsi in Svizzera. 

Il tema delle oscillazioni di prezzo sui carburanti e il relativo pendolarismo del pieno, è tornato ora prepotentemente d’attualità. In queste ultime settimane infatti sempre più ticinesi puntano verso Como e i paesi di confine per rifornirsi. Allo stato dei fatti conviene infatti acquistare il gasolio in Italia e anche per la verde, il risparmio, seppur minimo, esiste a patto che non si debbano percorrere troppi chilometri per arrivare in dogana. 

Confrontando i prezzi su entrambi i fronti - utilizzando il Radar prezzi del Tcs svizzero e l’Osservatorio prezzi creato dal Ministero dell’economia italiano - ecco allora che, solo a titolo di esempio, solo a titolo di esempio, un litro di verde in alcuni distributori di Chiasso oscilla tra 1,85 e 1,98 franchi al litro per la verde e tra i 2 e i 2,16 franchi per il diesel mentre a Como si può acquistare un litro di verde tra 1,81 e 1,85 franchi mentre per il gasolio si riesce a stare tra 1.85 e 1,96 franchi al litro. Ovviamente, quella analizzata, è una realtà circoscritta nel tempo e focalizzata sul Ticino. Ogni cantone fa però storia a sé. C’è però da dire come in Italia si stia cercando di pianificare qualche mossa per trattenere dentro i confini patrii gli automobilisti anche, e soprattutto, qualora dovesse invertirsi il trend dei prezzi. 

Per commentare la realtà esistente interviene Luca Giampietro, ceo di City Carburoil. «ll tema è da sempre molto complesso e c’è una forte tensione sul mercato. Viviamo una realtà che ha generato, negli ultimi due mesi, brusche impennate nei prezzi. Adesso da una settimana le quotazioni sono in lieve calo e si spera che nei prossimi giorni si possano avere delle riduzioni dei prezzi alla pompa». Ma attualmente sia «qui da noi che in Italia, spesso si assiste a un gioco al massacro. Sui due fronti si praticano i prezzi più bassi possibile nel tentativo di strappare qualche litro in più e guadagnare qualcosa. Spiace vedere quanto succede anche perché tutto ciò è figlio della disperazione». 

Fare delle previsioni è ovviamente difficilissimo. «Questo livello di prezzi – conclude Luca Giampietro - porta nelle casse della Confederazione un gettito fiscale aggiuntivo con l’IVA di 15 milioni in più al mese. Secondo noi questi soldi potrebbero essere usati per ridurre temporaneamente il dazio a favore del consumatore».

A commentare la realtà attuale dall'altra parte del confine è invece Daniela Maroni, vicepresidente Figisc, gestori impianti di carburante. «Le oscillazioni sono continue e in questo periodo specie sul gasolio siamo più economici e appetibili anche per gli svizzeri che stanno tornando da noi - spiega - Ma, ripeto, si tratta di variazioni che possono durare per alcuni giorni per poi invertirsi. Il tema reale è un altro», dice la vicepresidente. «Attualmente la richiesta è tanta e sia la Russia che i paesi arabi stanno procedendo con estrazioni di petrolio minime e così poi la domanda fa il prezzo», dice la Maroni. 

Ma l’obiettivo in Italia è quello di riuscire a riattivare la carta sconto prima possibile, ovvero la tessera che consente a chi vive entro un raggio di 20 chilometri dal confine di rifornirsi con una scontistica apposita. Tessera la cui validità è sospesa perché per funzionare è necessario che il prezzo ordinario praticato in Italia sia superiore di € 0,05 per litro rispetto a quello praticato in Svizzera. 

E la rilevazione dei prezzi praticati nei due paesi, base su cui calcolare l’eventuale ripartenza della tessera, viene fatta ogni tre mesi. «L’ideale, anche se l’operazione risulta molto complicata, sarebbe quella di poter eseguire il raffronto tra i prezzi nelle due nazioni con tempistiche più ridotte rispetto alle attuali così da far scattare la tessera sconto a ogni variazione. Adesso attenderemo il prossimo monitoraggio, previsto per metà ottobre, per capire la situazione e agire. Abbiamo già, come accaduto in passato, allertato i politici locali che siedono in Regione Lombardia per essere pronti a un intervento in materia», conclude Daniela Maroni.

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