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FAIDO
06.12.21 - 12:040
Aggiornamento : 17:57

Alcuni bimbi in sciopero: niente scuola

Genitori in protesta. Manifestazione pacifica contro l'obbligo della mascherina durante le lezioni.

Pensieri appesi a un albero. E le scarpe a indicare la non presenza degli allievi. Le autorità intanto intervengono.

FAIDO - Contro l'obbligo della mascherina alle scuole elementari. Alcuni genitori nel primo mattino di oggi, lunedì, si sono radunati davanti alle scuole di Faido. Appendendo i loro pensieri a un albero. E soprattutto depositando le scarpe dei loro bimbi a terra. 

«Figli a casa» – «Questo è una specie di sciopero – sostiene un papà –. Il fatto di lasciare le scarpe davanti alla scuola sta a significare la non presenza dei nostri figli in questa settimana. Siamo contro l'obbligo della mascherina a scuola. E abbiamo voluto fare un gesto concreto finalmente. I nostri figli oggi e nei prossimi giorni li terremo a casa». 

«Siamo preoccupati» – «Il Covid c'è e nessuno vuole negarlo – aggiunge una mamma –. Giusto proteggersi. Ma come stanno crescendo i nostri figli? Per diverse ore al giorno respirano la stessa aria. Non conoscono neanche più il valore di un sorriso. Siamo preoccupati per i danni psicologici e fisici che una simile situazione può creare. Su tutti questi aspetti si sta riflettendo troppo poco. È opportuno aprire una discussione. Il tampone salivare sarebbe molto più adatto e meno invasivo».

«Proteggiamo i nostri piccoli» – Un altro genitore dice: «Senza dubbio l'obbligo della mascherina sarà prolungato anche dopo le vacanze di Natale. Non si sa fino a quando. Non vorremmo che questa fosse solo l'anticamera per arrivare all'obbligo vaccinale anche per i più piccoli. Vogliamo proteggere i nostri figli, è un nostro diritto. I bimbi sono costretti a usare la mascherina anche durante le lezioni di educazione fisica. Assurdo. Questo è un gesto pacifico. Non ribelle. Il nostro scopo è di sensibilizzare il sistema».

La direzione affronterà il tema – Ma quanto è legale uno sciopero del genere? Tio/20Minuti ha provato a raggiungere la direttrice dell'istituto scolastico che, tuttavia, al momento risulta assente per altri impegni professionali. Una sua collaboratrice ha comunque fatto sapere che l'argomento sarà affrontato con la massima serietà e urgenza nelle prossime ore. Intanto, stando a una persona presente sul posto, i cartelli sarebbero stati fatti rimuovere su ordine delle autorità scolastiche. «Siamo delusi – sospira uno dei coordinatori della piccola iniziativa –. Noi non volevamo fare polemiche. Il nostro voleva essere uno spunto di riflessione. Ci è stato detto che praticamente non si può fare niente». 

Lettore Tio/20Minuti
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