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01.10.21 - 06:040
Aggiornamento : 11:00

Corsa ai test rapidi e fai-da-te: «Li chiedono anche i vaccinati»

In vista della decisione del Consiglio federale, molti hanno iniziato a fare scorta. Anche un po' irrazionalmente

I farmacisti: «Ce li chiedono anche i vaccinati». Giovani ma anche over 65. Le farmacie oberate dalle richieste

LUGANO - È l'effetto carta igienica. In attesa dello stop ai test Covid gratuiti, i ticinesi non vaccinati - ma anche qualche vaccinato - negli ultimi giorni si sono fatti prendere dalla sindrome "del carrello pieno". La decisione del Consiglio federale è attesa per oggi: a partire dall'11 ottobre i test rapidi e fai-da-te dovrebbero tornare a pagamento, nelle intenzioni del governo. E nelle farmacie la corsa per fare scorta dei kit è già iniziata. 

«Effettivamente abbiamo notato un aumento della richiesta negli ultimi giorni» spiegano dalla farmacia del Crocefisso di Savosa. A presentarsi al bancone non sono solo gli aventi diritto. «Capita che arrivino anche persone vaccinate, senza sapere che la Confederazione copre i costi solo per chi ha ricevuto una o nessuna dose» spiega la farmacista. «Hanno sentito le notizie, e vogliono fare scorta». 

Arraffa quel che puoi, finché c'è. Qualcosa di simile era successo nei supermercati durante il lockdown. «La gente si è fatta prendere un po' dall'irrazionalità» confermano dalla farmacia Accademia di Mendrisio. «Abbiamo notato un aumento anche nella domanda di antigenici, nonostante abbiano una validità di massimo due giorni». L'impressione è che «si voglia approfittare di un'offerta gratis, solo perché è gratis». 

La Confederazione intanto paga. Il costo è di 36 franchi per una confezione fai-da-te (7.20 a fiala) ma gli addetti ai lavori prevedono un aumento dei prezzi quando (e se) tornerà il mercato libero: un test antigenico potrebbe costare 75 franchi, oggi è rimborsato a 47. A Mendrisio nelle ultime due settimane le richieste sono aumentate «di un buon 50 per cento» con picchi a ridosso nel weekend. «Potremmo fare un test ogni quarto d'ora» spiega la farmacista. «Ma ci poniamo dei limiti, abbiamo altro da fare».   

I numeri parlano chiaro, il 41 per cento dei ticinesi non sono ancora vaccinati, e molti non ci pensano nemmeno. Secondo un sondaggio Tamedia, solo il 57 per cento degli svizzeri tra 18 e 34 anni è favorevole ai test a pagamento. Ma le resistenze non valgono solo per i giovani. «Da noi arrivano persone di tutte le età, dai 6 agli 80 anni» spiegano della farmacia della Stazione di Bellinzona. Qui la domanda di test rapidi è talmente alta «da alcune settimane» che non si accettano prenotazioni. 

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