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BELLINZONA
28.07.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:16

Tutte le "verità" di Christian Paglia: a partire dai reclamatori seriali

L'ex municipale, che se ne andò in seguito alla questione dei sorpassi milionari, si racconta in un libro.

Il caos derivato dalla grande nevicata nella Capitale, le discussioni sullo skate park, la frustrazione di un addio inatteso. Il 51enne rispolvera gioie e dolori di un decennio vissuto a mille all'ora.

BELLINZONA - Se ne è andato con qualche sassolino nelle scarpe. Christian Paglia, 51 anni, ex municipale di Bellinzona, si rifà vivo. Con un libro, "La sensibilità comune" (Armando Dadò Editore), la sua seconda pubblicazione dopo quella dedicata alla figlia scomparsa. E un po' di curiosità verso il testo dell'ex capo del Dicastero opere pubbliche e ambiente c'è. Pensando soprattutto alla vicenda dei sorpassi di spesa di 5 milioni per i cantieri del Policentro della Morobbia a Pianezzo, dell'oratorio di Giubiasco e dello stadio Comunale. 

Paglia, siamo di fronte a un libro vendetta per la storia dei sorpassi milionari? 
«No. Volevo raccontare cosa significa fare il municipale per 10 anni. Cosa vuol dire fare fronte ai reclamatori seriali. Oppure come si affronta il percorso per raggiungere un progetto, anche piccolo. C'è molta umanità nel mio libro. E ci sono tante curiosità».

Ce ne parli...
«C'è un capitolo dedicato al caos derivato dalla nevicata del dicembre di qualche anno fa. Fu un delirio. Politici e cittadini pretendevano la luna dal settore dei servizi urbani. Quella nevicata colse tutti di sorpresa. Bisogna sempre fare i conti con le risorse umane e con i mezzi a disposizione». 

Nel suo libro c'è spazio anche per le lungaggini tipiche della burocrazia?
«Sì. Ad esempio per la questione della costruzione dello skate park. Ricordo i pregiudizi e i timori in merito ai giovani che lo avrebbero utilizzato. Si sono fatte discussioni infinite. Forse bastava parlare semplicemente con i diretti interessati». 

Altri aneddoti?
«Un signore una volta ci chiamò perché in una zona periferica avevano posato una passerella inadatta per fare passare le sue pecore. Un'altra persona invece si rivolse più volte a noi poiché temeva che il vento proveniente da una vallata trascinasse troppe foglie nel suo giardino. Non faccio alcuna polemica. Riporto a galla queste storie con un po' di sorriso». 

C'è qualcosa che vorrebbe fare capire a chi la leggerà?
«Per un politico è sempre piacevole annunciare un progetto innovativo. Mediaticamente fa colpo. Ma spesso il problema fondamentale è gestire quello che già esiste. Spesso questo aspetto non viene considerato».   

Possibile che da nessuna parte si parli della vicenda dei sorpassi?
«In realtà in un capitolo ne parlo. In quello intitolato Effetto Domino. Lì emerge come un politico a volte cerchi di darsi da fare per mandare avanti le cose nel migliore dei modi, con buone intenzioni. Poi bastano alcune sviste, magari legate a determinate circostanze, e cade tutto. E si viene quasi "radiati" da determinati compiti».

È grossomodo ciò che le è successo. 
«Gli errori, anche se in buona fede, sono comunque errori. Non l'ho mai messo in dubbio. Ma a volte si dimentica un po' troppo velocemente il buon lavoro che una persona ha fatto prima di sbagliare». 

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