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CANTONE
26.05.21 - 19:010
Aggiornamento : 21:05

Festival meno in profondo rosso: «Queste decisioni sono per noi ossigeno»

Se prima si prevedeva un milione di deficit, ora l'impatto economico delle restrizioni dovrebbe risultare meno pesante.

Tanta la voglia di normalità, anche tra mille incognite. Rinunciare «significherebbe un danno reputazionale enorme».

LOCARNO - Grandi eventi all’orizzonte. Secondo quanto deciso oggi dal Consiglio Federale, dal primo luglio sarà di nuovo possibile lo svolgimento di manifestazioni di larga portata, con migliaia di partecipanti. Le regole da rispettare saranno però numerose (vedi box in coda all'intervista). Per meglio capire cosa aspettarci dalla calda estate ticinese, Tio/20 minuti ha interpellato Raphaël Brunschwig, direttore operativo del Film Festival di Locarno.

Siete soddisfatti di quanto deciso da Berna?
«Sì, molto. Questi allentamenti premiano la strategia, voluta da tutti noi, di lavorare quest’anno solo ad un piano A. Ora abbiamo sicuramente più libertà per la visione dei film in piazza. Se normalmente possiamo ospitare un massimo di 8’000 persone, con queste restrizioni dovremmo riuscire ad arrivare alle 5’000. Ci sono poi altre sale e attività collaterali come la rotonda, e lì ci sono tutta una serie di incognite». 

Cosa significherebbe non fare un Festival vero e proprio quest’anno?
«Causerebbe un danno reputazionale enorme. Cannes è stato confermato per luglio, e Venezia a seguire. Sarebbe inspiegabile che Locarno non possa avere luogo per il secondo anno di fila. Ne lederebbe l’attrattiva artistica sul piano internazionale». 

Sono sostenibili queste restrizioni dal punto di vista economico?
«Sulla base delle disposizioni che pensavamo fossero confermate fino a ieri, avevamo previsto di andare incontro a un deficit importante, pari a un milione su un budget di 15, dato dalla diminuzione prevista sulla biglietteria. Le decisioni di oggi sono ossigeno in questo senso, perché contiamo di poter alleggerire questa cifra».

Quali sono i vostri piani per La Rotonda? 
«Il problema è sicuramente l’obbligo di consumare da seduti. Bisogna capire se un progetto di questo tipo è sostenibile, perché bisognerebbe riempire l’area di tavoli. Noi comunque stiamo lavorando a un festival il più normale possibile»

Ecco le condizioni previste per gli eventi che si terranno durante il mese di luglio

Al chiuso il limite è di 3’000 persone, che salgono a 5'000, se sedute, all’aperto, fino a una capienza massima di due terzi degli spazi. Più complicate le disposizioni per gli eventi all’esterno e in piedi, come gli openair: in questo caso sono permessi 3’000 partecipanti, con capienza dimezzata e obbligo di mascherina. L’accesso alle grandi manifestazioni sarà inoltre limitato alle persone completamente vaccinate, guarite dal virus oppure risultate negative a un test.

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