«Politici in tilt? La diretta TV crea stress a tutti, anche ai professionisti»
Teleticino
CANTONE
26.03.21 - 08:370
Aggiornamento : 08:53

«Politici in tilt? La diretta TV crea stress a tutti, anche ai professionisti»

Un altro candidato va in televisione e si blocca. Le riflessioni di Thomas Carta, specialista in comunicazione.

Non solo i meme sul liberale radicale Simone Merlini. C'è anche il video virale di Luca Jegen (PPD+Indipendenti), sempre in lista a Locarno. «Sono esperienze di vita», dice l'esperto.

LOCARNO - Dopo i meme sul municipale liberale radicale Simone Merlini, ecco il video virale di un altro locarnese, Luca Jegen (PPD + Indipendenti). Anche in questo caso si tratta di un candidato alle Comunali, per Municipio e Consiglio comunale, non abituato ai riflettori mediatici. In diretta su Teleticino si è bloccato di fronte a una domanda sul futuro della rotonda di Piazza Castello (le sue motivazioni le potete leggere nel riquadro in coda all'articolo). Al di là dell'ironia, si può dare una lettura umana dei due episodi, che sono tutt'altro che isolati. «L'ansia da diretta – sottolinea Thomas Carta, specialista in comunicazione – è dovuta soprattutto al fatto che sai di non potere rifare. La diretta causa stress. E lo stress influisce a sua volta sulla capacità di concentrazione e sulla memoria».  

Viviamo in un'era, quella dei social, che è spietata con chi non è "performante".
«E questo causa una sorta di fobia sociale. Abbiamo ansia o paura di quelle situazioni in cui si è chiamati a fare una performance davanti a un pubblico. Alcune persone più timide hanno un’immagine di sé negativa perché partono già da un’autorappresentazione condizionata da pensieri negativi: “Mi bloccherò, non saprò rispondere, perderò il controllo, non riuscirò a essere interessante, farò una figuraccia...”»

A quel punto anche una domanda semplicissima può diventare un ostacolo?
«Con simili premesse, la domanda del giornalista passa in secondo piano rispetto al turbinio di riflettori, assistenti di studio, cameraman, microfonisti, truccatori. Non si è più lì con la testa». 

C'è chi per non sbagliare si scrive il discorso su un foglio. Che ne pensa?
«Studiare a memoria è un problema. I neofiti si preparano molto su alcune cose che gli stanno a cuore, magari chiedono ai famigliari di simulare un’intervista. Ma se il giornalista esce dal seminato, si trovano davanti al vuoto totale. Meglio la spontaneità insomma».

Quanto conta la paura del confronto coi veterani?
«Può avere un peso importante dal profilo psicologico. Spesso i neofiti si trovano, nello stesso studio televisivo, affiancati a colleghi che hanno decenni di esperienza davanti alle telecamere. Gente che attende solo il “via libera” per iniziare a parlare e che anzi va “frenata” da parte del conduttore. Ciò crea ulteriore imbarazzo». 

Anche per un conduttore non è mai facile gestire una diretta. 
«No. Anzi. La diretta genera stress anche ai professionisti: sai che hai pochi secondi, pensi alla gente che ti segue, che ti giudica e commenta».

Lei si reca spesso in televisione e in generale è presente sui media. Cosa si sente di dire a questi neofiti che sono finiti nel pallone? 
«Di non preoccuparsi. Sono esperienze di vita. Uno si fa le ossa col tempo. Bisogna anche avere una certa autoironia e lasciare correre. Personalmente ricordo con un sorriso la mia prima diretta televisiva, tanti anni fa: ne uscii madido di sudore...»

Luca Jegen: «L'emozione gioca brutti scherzi»

Luca Jegen, 36 anni, candidato al Municipio e al Consiglio comunale (PPd+ Indipendenti) ha spiegato sui social i retroscena dell'accaduto. «L'emozione gioca brutti scherzi. Non ho ascoltato la domanda (gli era sfuggita la parola rotonda, ndr) e non ho avuto la prontezza di ammetterlo. Ma è successo perché avevo fretta di dire quello che ho nel cuore per Locarno».

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