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BELLINZONA
22.03.21 - 07:030
Aggiornamento : 11:33

Nelle case per anziani ticinesi oggi sono quasi 500 i posti liberi

Il Covid, tra decessi e misure di prevenzione, ha lasciato il segno. Col vaccino, lento ritorno all'occupazione normale.

Ancora 150 letti per gestire eventuali focolai. «Saranno ridotti in base all'evoluzione pandemica», dice Gabriele Fattorini, Direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie.

BELLINZONA - Mai così tanti posti liberi nelle case per anziani. Lo raccontava di recente la Basler Zeitung, riferendosi alla città di Basilea. Un fenomeno legato ai numerosi decessi da Covid-19. Anche nella Svizzera italiana si è verificata una tendenza simile. «A fine febbraio 2021 in Ticino – dice Gabriele Fattorini, direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie – si registravano 499 posti letto non occupati, circa 150 a disposizione per gestire eventuali focolai da nuovo coronavirus».

«Adesso questi sono luoghi più sicuri» – Fattorini ricorda come l’attuale occupazione sotto la media, sia da considerarsi temporanea. «Da qualche settimana si assiste a una lenta e graduale ripresa delle ammissioni. Grazie alle vaccinazioni, le strutture per anziani sono ora un luogo di vita a basso rischio di contagio da SARS-CoV-2 e, secondo la letteratura scientifica, a rischio esiguo di contrarlo».

«In un mese +4% di occupazione» – Questo permette anche un allentamento delle misure di prevenzione in vigore. In particolare con la ripresa delle visite ai residenti nelle loro camere, con le uscite temporanee e con le attività sociali e di gruppo. «L’osservazione sull’occupazione dell’ultimo mese ha rilevato una diminuzione dei posti liberi del 4%. Dai 525 posti vuoti a fine gennaio si è passati a 499 a fine febbraio».

C'è chi aveva deciso di attendere tempi migliori – Forse anche perché durante il periodo più buio della pandemia diverse famiglie hanno temporeggiato nel collocare il proprio caro in una struttura. Diversi anziani, come dimostrano alcune situazioni concrete riscontrate sul territorio, si sono messi in lista di attesa in attesa di tempi migliori. Tempi che ora sarebbero arrivati.

Conti da fare quadrare – Nel 2020 il Cantone ha erogato quasi 19 milioni di franchi supplementari per far fronte ai costi straordinari generati dalla pandemia nel settore delle case per anziani (16,7 milioni) e in quello dei servizi d’appoggio per il mantenimento a domicilio (2,2 milioni). Zero contagi da Covid-19 nelle case per anziani nel corso dell’ultimo mese. Se il vaccino funziona, come sembra essere il caso, e gli anziani sono al sicuro, ha ancora senso tenere bloccati 150 posti letto per il Covid? È una domanda di strettissima attualità. 

«Una situazione da monitorare» – Ancora Fattorini: «L’evoluzione della pandemia è monitorata attentamente e ogni allentamento presso le strutture stazionarie per anziani necessita di un dialogo con i partner che operano sul territorio. I posti non occupati saranno dunque gradualmente ridotti in base all’evoluzione della pandemia».

Cambia la prospettiva per il futuro? – Il Cantone aveva previsto per il futuro circa 1.200 nuovi posti letto nelle case per anziani. Sono ancora necessari alla luce della situazione attuale? Oppure ne servono di meno? O di più? «La pianificazione settoriale integrata per il periodo 2021-2030 – sostiene Fattorini – prevede un aumento di 1.180 posti letto nelle case per anziani del Cantone, a fronte di un fabbisogno teorico stimato di oltre 2.000 posti».

Ecco come funzionerà – La proposta di realizzare meno posti rispetto al fabbisogno teorico è possibile grazie al modello di pianificazione integrata. «Un modello complementare che propone un aumento più marcato delle prestazioni domiciliari (assistenza, cura e sostegno, presa in carico diurna) come parziale compensazione dell’aumento teorico del fabbisogno di posti letto. L’orizzonte pianificatorio è tale da non richiedere per ora correttivi che saranno, eventualmente, valutati durante gli aggiornamenti periodici della pianificazione».

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