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Ristoranti chiusi sul lungolago di Ascona.
CANTONE
12.03.21 - 17:110
Aggiornamento : 20:12

«È una presa per i fondelli»

Massimo Suter deluso dalle proposte del Consiglio federale. «O tutti o nessuno»

Il presidente di GastroTicino parla di allentamenti «discriminanti» e di disparità di trattamento. La riapertura delle terrazze? «Ingiusta e insufficiente»

MORCOTE - Le terrazze, forse. Quando non si sa. Le misure messe oggi in consultazione dal Consiglio federale lasciano il proverbiale «amaro in bocca» al settore della ristorazione e al suo rappresentate Massimo Suter, ormai abituato alle delusioni "del venerdì". Per il presidente di GastroTicino la proposta di aprire le terrazze dei ristoranti, e non gli spazi interni, «è una presa per i fondelli e una mancanza di rispetto». 

L'associazione di categoria ha più volte ribadito, nelle scorse settimane, la contrarietà a una riapertura parziale della ristorazione. «Molti ristoranti non dispongono di spazi all'aperto. Si tratta di una concessione discriminatoria, che crea disparità tra le aziende» ribadisce Suter. «Noi lo abbiamo sempre detto chiaramente: o tutti o nessuno. Ma sembra che il governo proprio non ci voglia ascoltare». 

Il Consiglio federale ha messo oggi in agenda anche allentamenti nel settore culturale (fino a 50 persone in cinema e teatri) e sportivo. La data rimane incerta - quella del 22 marzo sembra in contrasto con l'andamento dei contagi in Svizzera - ma comunque la "scaletta" sembra definita. Prevede anche un aumento a 10 persone del limite per le riunioni private.

Concessioni che creano ulteriori mugugni tra i ristoratori. «In casa ci si può trovare in dieci, e al ristorante non si può andare nemmeno in coppia. È assurdo». Una «mancanza di rispetto» secondo Suter «nei confronti di un settore che ha dimostrato di essere sul pezzo e sapersi adattare in termini di distanziamento e delle limitazioni della clientela all'ingresso». 

Ora gli occhi sono puntati alla Pasqua, che in Ticino in particolare «è l'inizio della stagione e porta tradizionalmente un sostegno economico considerevole» ricorda Suter. L'opzione di una deroga a livello locale - chiesta ad esempio dai Grigioni, in ragione del basso numero di positivi - non sembra percorribile e comunque «non sarebbe corretta» per il rappresentante dei ristoratori «sempre per una questione di correttezza e solidarietà a livello confederale».

Guardando alla primavera Suter si dice «preoccupato e senza certezze» anche perché «in queste condizioni è totalmente impossibile avere una progettualità». A farne le spese non sarebbero solo gli imprenditori, sottolinea il presidente di GastroTicino, ma anche i dipendenti o aspiranti tali. «In queste settimane le aziende dovrebbero reclutare il personale per la stagione primaverile, ma sono totalmente bloccate».  

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