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CANTONE
10.03.21 - 07:110
Aggiornamento : 10:59

Vita sedentaria e schermi tossici, preoccupa la miopia fra i più giovani

La miopia infantile è in continuo aumento. Un'evoluzione che potrebbe accelerare a causa della pandemia.

Troppe ore trascorse in casa. Spesso a distanza ravvicinata da schermi di ogni tipo. Il presidente degli oftalmologi ticinesi conferma la problematica e fornisce alcune raccomandazioni.

LUGANO - Dopo la depressione legata al semi-confinamento che dura ormai da diverse settimane, ci sarà un'esplosione di problemi visivi nei bambini? Dare una risposta a questa domanda è evidentemente prematuro, ma è ciò che sembra indicare uno studio cinese condotto durante il 2020 su 120mila bambini di età compresa fra i 6 e i 13 anni. Secondo i dati raccolti, i casi di miopia sarebbero notevolmente aumentati durante il periodo di lockdown. In particolare, nei bambini di 6 anni sarebbero addirittura quadruplicati, passando da una media di casi nel periodo 2015-2019 del 5,7% al 21,5% per il 2020.

Miopia in progressione - Dati che preoccupano anche Lorenzo Franscini, presidente dell'Associazione Oftalmologi del Canton Ticino (AOCT). Nonostante le restrizioni siano state meno severe rispetto alla Cina - i bambini hanno comunque potuto continuare a uscire di casa - un aumento di casi è stato effettivamente registrato anche in Ticino: «Pur non disponendo di dati statistici analoghi riguardo alla popolazione ticinese, posso confermare di aver osservato recentemente una progressione della miopia in molti pazienti». 

Sedentarietà e schermi - I fattori conosciuti per essere determinanti nella progressione della miopia sono infatti la messa a fuoco prolungata a distanza ravvicinata e un tempo ridotto passato all’esterno, spiega il medico. «In questo senso non sorprende la correlazione tra il confinamento e l’aumento della miopia». Insomma, le troppe ore trascorse in casa, spesso a distanza ravvicinata dagli schermi di televisori, computer, tablet o smartphone, hanno contribuito ad accelerare una progressione comunque già in atto da diversi anni.

Bisogno di luce naturale - Ecco quindi che in tempo di pandemia diventano ancor più importanti alcune raccomandazioni. «Per i più giovani l'invito è di trascorrere almeno un'ora al giorno all’aperto, per esempio percorrendo il tragitto da casa a scuola a piedi», sottolinea Franscini. Quanto alla tecnologia, si tende a utilizzare gli smartphone a distanza troppo ravvicinata e per una durata eccessiva. «Una corretta distanza dovrebbe essere superiore ai 30-40cm, mentre la durata di utilizzo, soprattutto per le fasce d’età più sensibili, andrebbe limitata e controllata dai genitori. Minore è l’età e minore dovrebbe essere il tempo di utilizzo, che ragionevolmente non dovrebbe superare i 45 minuti al giorno».

Consigli che sono comunque utili anche per gli adulti, i quali sono ugualmente soggetti a disturbi visivi - affaticamento, bruciore, secchezza - legati a un eccessivo utilizzo dei dispositivi elettronici.

Visite regolari e trattamenti
L’insorgenza della miopia non sempre viene riferita spontaneamente dai bambini e dai ragazzi, che spesso si abituano ad un graduale peggioramento della vista. È quindi utile interrogare i propri figli su eventuali difficoltà visive e confrontare la loro visione da lontano con la nostra, prestando attenzione a testare i due occhi singolarmente. In caso di difficoltà si raccomanda una visita oftalmologica. La correzione ottica dei difetti refrattivi nei bambini è infatti di grande importanza per il normale sviluppo delle loro funzioni visive.

Secondo gli esperti, per i giovani che presentano una miopia in rapido aumento è utile considerare un trattamento per rallentarne la progressione. Attualmente vi è una buona evidenza scientifica sull’efficacia dell’utilizzo di collirio di Atropina diluita. Tale trattamento necessita in ogni caso di una valutazione medica. Di recente sono inoltre disponibili lenti con caratteristiche ottiche innovative finalizzate al rallentamento della miopia.

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