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10.01.21 - 21:390
Aggiornamento : 11.01.21 - 07:20

Sempre più giovani stregati dall'azzardo online

Le restrizioni alle attività del tempo libero rischiano di intrappolare i ragazzi in un mondo virtuale

I brutti tiri di un gioco che può generare dipendenza spiegati dalla responsabile del Gruppo Azzardo Ticino

di Redazione
Sofia Pelanda Mazza

BELLINZONA - Sara Palazzo, responsabile del Gruppo Azzardo Ticino - Prevenzione (GAT-P), ci illustra come l’incremento del tempo libero, normalmente dedicato ad altre attività, ora soggette a restrizioni, in periodo pre-pandemico rischi di spingere giovani e giovanissimi verso il gioco d’azzardo irresponsabile.

Chi è maggiormente predisposto a questa dipendenza?
«Così come per gli adulti, pure per i ragazzi la patologia può colpire chiunque, ovvero non esiste il profilo psicologico di un tipico giocatore giovanile. Tuttavia, si è notato anche che i giovani con una maggiore disponibilità economica e con molto tempo libero rischiano di passare più facilmente da un modo di giocare d’azzardo responsabile a quello di tipo problematico. Nel tempo questo può portare a sviluppare una dipendenza».

Ha parlato di disponibilità di tempo libero.
«Certamente. Anche prima della pandemia era da annoverarsi tra le possibili cause di sviluppo della dipendenza e non solo tra i giovani. Col confinamento, questo fattore di rischio si è accentuato soprattutto tra i ragazzi che, impossibilitati a svolgere le abituali attività per via delle restrizioni, le sostituiscono con altre. Qui entra in campo l’online, che è in grado di offrire diverse tipologie di gioco con caratteristiche particolarmente allettanti e che facilitano possibili conseguenze negative».

Quali?
«Sicuramente l’online è un agevolatore e può velocizzare tranquillamente quello che è il percorso verso la dipendenza. Questo accade perché è facilmente accessibile, immediato e non impone limiti. Riguardo al primo aspetto, basti pensare che vi è la possibilità di anonimità, che permette al giocatore di partecipare senza sentirsi giudicato, oltre che di eludere, in certi casi, l’obbligo di avere la maggiore età. In secondo luogo, l’immediatezza elettrizza il giovane: più il gioco è veloce e più la posta è alta, più è invogliato a continuare. Terzo, non vi sono limiti di tempo e quindi una volta che si comincia si può continuare quanto si vuole. Tutti questi fattori alimentano un comportamento problematico».

Difficoltà nella quotidianità?
«Sicuramente. Nel contesto pandemico è già un problema di per sé, considerando che molte attività non si possono più svolgere o sono state tradotte sull’online, come la scuola, per esempio. Pertanto, i giovani si trovano soli, scanditi da ritmi più flessibili e con una propensione maggiore a passare il tempo connessi. Se poi a ciò si aggiunge il piacere del gioco online, questo diventa più accessibile anche nell’arco della giornata laddove precedentemente lo era meno, come durante le pause tra una lezione e l’altra. Così facendo, nell’inconscia ricerca di una nuova quotidianità, quest’ultima rischia di finire interamente occupata dal gioco».

La pandemia ha aumentato i giocatori patologici?
«A livello statistico, attualmente i numeri non ci danno ancora ragione poiché gli effetti del confinamento sulla crescita della dipendenza li vedremo più avanti nel tempo. Dall’altra parte, tuttavia, adesso stiamo cominciando a scorgere le conseguenze del primo lockdown».

 

Stregati da un'errata percezione della vincita
Risulta difficile nascondere la doppia natura nel gioco d’azzardo, che da un lato vede un grande impegno nel prevenire le derive patologiche e, dall’altro, uno sforzo di ugual intensità per enfatizzarne la seduttività, anche agli occhi dei più giovani. 

Sara Palazzo, in particolare, concorda con quest’ultimo aspetto: «Un tema che ci preme toccare coi ragazzi riguarda le pubblicità veicolate, che possono dar loro un’errata percezione del gioco, esaltandolo come un modo facile per ottenere vincite sostanziose e in tempi molto rapidi». Inoltre, sono proprio i giovani a essere i destinatari di giochi ideati appositamente per loro: «L’industria dell’azzardo è molto attenta a tenere i clienti affiliati. Da qui nasce la tendenza a concepire giochi d’azzardo come dei veri e propri videogames, interattivi, splendidi graficamente, competitivi e attrattivi per i giovani», conclude Sara Palazzo.

Commenti
 
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Meck1970 10 mesi fa su tio
oltre le sigarette e l'alcool..... adesso anche l'azzardo ....
don lurio 10 mesi fa su tio
Se hanno i mezzi (SOLDONI) da comperare il telefonino e gioco d'azzardo é giusto che giocano. Si vede che guadagnano bene e hanno i genitori facoltosi.
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