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CANTONE
07.01.21 - 06:000

«Tra Natale e Capodanno, mi è venuto un magone enorme»

René Grossi è presidente di Nez Rouge per la Svizzera italiana. Fermo ai box da mesi a causa del Covid

«Il timore - evidenzia - è anche quello di perdere volontari per strada. Magari qualcuno si disaffeziona. Altri non vorranno ripartire per paura dei contagi»

BELLINZONA - «E chi se lo aspettava di stare fermi per così tanto tempo? È dalla fine dello scorso febbraio che, a causa della pandemia, non diamo un passaggio a qualcuno». René Grossi, presidente di Nez Rouge per la Svizzera italiana, è reduce da festività inattive. Non era mai accaduto in 25 anni di storia del servizio dedicato a chi, in particolare per motivi legati all’alcol, non può mettersi alla guida. «Nel 2020 abbiamo tagliato il quarto di secolo di vita. Un giubileo amaro».

La paura della fuga – I numeri mostrano quanto la possibilità offerta da Nez Rouge sia utile. Soprattutto per evitare incidenti stradali. Nel 2019 in Ticino e nelle valli del Grigioni italiano erano state trasportate più di 440 persone. Oltre 250 i volontari, tra cui un’ottantina di "aficionados". «E il problema sta proprio qui. Eravamo riusciti a creare davvero una realtà consolidata. Quando si riprenderà il servizio, temiamo una fuga di volontari. Con gente che magari nel frattempo ha perso l’entusiasmo, oppure che non si fida ancora di entrare in servizio per paura di un eventuale contagio da Covid-19».   

Quello stress sano – Grossi ammette di avere avuto il magone tra Natale e Capodanno. «Sì. Un magone enorme. Ora che le feste sono finite ho ancora l'amaro in bocca. Solitamente quello delle festività natalizie e di fine anno era un periodo di stress. Ma si trattava di uno stress sano. Ti sentivi utile».

Tante incognite – Il futuro adesso come adesso appare grigio. «I carnevali ormai sono saltati. Per i grandi eventi resta l’incognita, ci vuole tempo a organizzarli. Gli organizzatori aspetteranno di avere un po' di stabilità. Magari ci capiterà di fare qualcosa tra la primavera, l'estate e l'autunno, ma così a stima penso che torneremo a pieno regime forse a dicembre 2021. Avevamo costruito qualcosa di bello. Il mio timore è che, a causa di questo stop, qualcuno getti la spugna. Mi auguro che non sia così. Già da adesso siamo alla ricerca di nuove leve». 

La testimonianza personale – Il 2021 forse darà a Nez Rouge la possibilità di festeggiare quello che non ha potuto festeggiare nel 2020. «Il primo servizio in Ticino l’abbiamo svolto a dicembre del 1995. Nel resto della Svizzera, Nez Rouge era partito già da qualche tempo. Io avevo tre anni all’epoca. Nel 2010 ho cominciato a fare il volontario. E piano piano mi sono innamorato di questa missione. Ogni 31 dicembre ci ritrovavamo a Rivera, presso il nostro campo base. C’era la cena con tutti i volontari e in parallelo offrivamo ovviamente il nostro servizio alla popolazione. Stavolta a Rivera c'era solo il centralino per il Covid. Speriamo di tornare al più presto alla normalità».  

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