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CANTONE
19.10.20 - 15:430
Aggiornamento : 16:06

«La politica di Gobbi sui permessi è una minaccia per tutti»

Unia dice no al blocco delle autorizzazioni per le agenzie di sicurezza

L'avvertimento del sindacato: «A pagarne il prezzo sarebbero sia i frontalieri, sia i residenti, sia le aziende».

LUGANO - Il 16 settembre scorso il Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata del Dipartimento delle Istituzioni (DI) ha comunicato con una lettera alle agenzie di sicurezza del cantone che «fino a nuovo avviso non verranno rilasciate o rinnovate» autorizzazioni ai sensi della Legge sulle attività private d’investigazione e sorveglianza (LAPIS) a lavoratori frontalieri o residenti in Ticino da meno di 5 anni.

Per Unia, qualora fosse confermata, sarebbe una decisione «incomprensibile e grave che mette a rischio decine di posti di lavoro in Ticino».

Il sindacato ne chiede pertanto l’immediato ritiro: «Le ragioni addotte - si legge in una nota - non trovano conferme e fanno pensare che si tratti di un’ennesima decisione politica del capo del dipartimento Norman Gobbi».

La lettera - Nella lettera si fa riferimento ad una presunta mancanza delle «Autorità italiane», che non fornirebbero «più le informazioni di polizia necessarie per stabilire se i richiedenti sono in possesso di tutti i requisiti» di legge. «Considerato che per le richieste di lavoratori indigeni vengono effettuati accertamenti approfonditi, l’assenza di tali informazioni riguardanti personale straniero, si traduce in una chiara disparità di trattamento e pertanto non ci consente di poter rilasciare le relative autorizzazioni», scrive il Servizio del DI.

Dalle informazioni raccolte dal sindacato, tuttavia, non sembra vi sia stato alcun cambiamento di procedura da parte italiana. «Anzi - sottolinea Unia -, a richiesta diretta di diversi lavoratori ai quali non è stata o non sarà rinnovata l’autorizzazione, le autorità competenti hanno segnalato di non aver ricevuto alcuna richiesta o sollecito da parte svizzera».

«Uso strumentale della legge» - Di qui il sospetto che, «ancora una volta, ci troviamo di fronte ad uso strumentale della legge per scelte politiche della direzione del DI». Una problematica, questa, nota e già denunciata dal sindacato in un recente presidio organizzato in occasione dell’ultima seduta del Gran Consiglio.

Ad imporsi, secondo Unia, è la concezione di uno Stato e di una Giustizia «deboli con i forti e forti con i deboli: sempre pronti a bastonare il lavoratore, meglio se a statuto precario e che non sia parte “dei nostri”, ma clementi e protettivi con padroni e amministratori irrispettosi della legge».

«Conseguenze gravissime» - Le conseguenze della suddetta decisione, per il sindacato, rischiano di essere gravissime: «Decine di lavoratori, anche con diversi anni di esperienza riconosciuta dall’azienda, perderebbero il posto. A pagarne il prezzo sarebbero sia i frontalieri, sia i residenti, sia le aziende che si vedrebbero sfumare mandati per carenza di personale formato».

Il Sindacato Unia chiede pertanto il che la decisione comunicata il 16 settembre scorso alle agenzie di sicurezza del cantone sia ritirata e che si riprenda a valutare le domande di autorizzazioni LAPIS «nel rispetto della legislazione in vigore e delle procedure consolidate negli anni. E nel rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori!».

Commenti
 
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Meck1970 1 anno fa su tio
Agenzia di sicurezza..... UNIA andate a controllare che contratti di lavoro fanno....
ugo202230 1 anno fa su tio
Duca 72, infatti poveri frontalieri, ma mi spiega perché se sono cosi discriminati continuano ad aumentare. Guardi che a questo punto sono più discriminai i ticinesi.
ugo202230 1 anno fa su tio
Antonio Scettri, ma la smetta con questa Unia, certo che protesta altrimenti chi li mantiene.
vulpus 1 anno fa su tio
Sembra che questo Gobbi non ne indovini più nemmeno una. Ieri altra sbugiardata con la nomina del giudice Quadri. Dispiace per la pretura che perde una persona veramente valida e competente.
Evry 1 anno fa su tio
Chi lavora per le ditte/agenzie di sicurezza devono esere dei nostri e pagati degnamente.
patrick28 1 anno fa su tio
Rispetta !
patrick28 1 anno fa su tio
Gobbi rispetta la legge !
demon631 1 anno fa su tio
provate voi di una a fare lo stesso lavoro in Italia, poi ne discutiamo,,Bravo Norman continua così
Swissabroad 1 anno fa su tio
@demon631 Visti da lontano noi/voi ticinesi siamo/siete come un fumetto. Qua (in Irlanda) aumentano gli stranieri ma aumenta il lavoro grazie ad un governo che ci ha visto lungo.
Locarnini A 1 anno fa su tio
Quando si cercano soluzioni per trovare lavoro ai Ticinesi e residenti ...i sindacati parlano ! Vergognoso!
Güglielmo 1 anno fa su tio
vai per la tua strada Norman i Ticinesi sono con te...
Güglielmo 1 anno fa su tio
mah...
burningsimon 1 anno fa su tio
io sto con Gobbi, prima i nostri. E comunque paese che vai usanza (e legge) che trovi, se non vi va bene...👋
Duca72 1 anno fa su tio
E’ solo l’ennesimo tentativo della lega di discriminare i frontalieri. Meno male che esistono i sindacati.
demon631 1 anno fa su tio
@Duca72 sindacati un corno vivono alle spalle dei poveri lavoratori,,,,,,chiacchierano tanto ma non fanno mai niente per i Ticinesi,,,ma pai teroni i fan tut
Tato50 1 anno fa su tio
@Duca72 Già per tesserarne ancora un pochino. A te per un posto di lavoro ti chiedono l'estratto del casellario. Per quelli no ?
seo56 1 anno fa su tio
UNIA siete la rovina dei lavoratori ticinesi
demon631 1 anno fa su tio
@seo56 Bravo ben detto
Duca72 1 anno fa su tio
Gobbi non dovrebbe far politica , fa solo disastri. Meno male esistono i sindacati ad evitare abusi di potere.
Tato50 1 anno fa su tio
È facile attaccare Gobbi quando chi dovrebbe fare il suo dovere, e in fretta, non è certo lui ma le Autorità del Bel paese. O vogliamo ingaggiare come guardie dei ladri o peggio ?? ;-((
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