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CROGLIO
06.10.20 - 07:040
Aggiornamento : 09:51

C’è chi viene "allontanato", chi fugge e chi scoppia: ancora malumori in azienda

Alla Faulhaber Minimotor SA il clima sarebbe torrido. Ma i vertici smentiscono categoricamente.

Produzione e fatturato. Parole d’ordine nell’impresa specializzata in meccanica di precisione. Soprattutto da quando è tornata in mani tedesche.

CROGLIO - Alcuni sono stati licenziati. Altri hanno gettato la spugna per la disperazione, “denunciando” un ambiente di lavoro pessimo. In parallelo, negli ultimi anni, si sarebbe assistito a un cospicuo incremento della manodopera estera a scapito dei residenti. Il clima sarebbe di nuovo teso alla Faulhaber Minimotor SA di Croglio, nel Malcantone, impresa attiva nel ramo della meccanica di precisione. Anche se la direzione, contattata da tio/20minuti, smentisce tutto: «Non c’è mai stata così tanta armonia».

La svolta – La ditta, di fama internazionale e che conta circa 330 collaboratori, è stata fondata negli anni Sessanta dalla famiglia Faulhaber, di origine tedesca. Per un certo periodo, la gestione è stata poi in mani ticinesi. Finché la Minimotor non è tornata sotto il mantello della casa madre di Stoccarda, qualche anno fa. A detta di diversi collaboratori ed ex collaboratori, la svolta verso un decisivo peggioramento delle condizioni di lavoro sarebbe stata sancita in quell'occasione.

Il precedente – Non è la prima volta che la Faulhaber Minimotor finisce sui media per problematiche simili. A inizio 2017, ad esempio, fece discutere il licenziamento di una quindicina di persone. Giustificato con un calo delle vendite negli Stati Uniti. 

Forte stress – Oggi la musica sembra non essere cambiata. Dalla Germania le indicazioni sarebbero chiare: le priorità andrebbero alla produttività e al bilancio. Un atteggiamento che, stando alle persone che abbiamo intervistato, creerebbe in azienda situazioni di forte stress.

Accuse di precariato – Secondo alcuni ex collaboratori, si farebbe frequente ricorso a personale proveniente dalla vicina Italia. Non solo. La Faulhaber, che entro il 2022 vorrebbe aprire una nuova sede in un Paese dell'est, si appoggerebbe costantemente ad agenzie interinali, diffondendo una situazione di precariato tra i dipendenti.        

Le cifre, però, indicano altro – «Siamo sorpresi di fronte a queste lamentele – ribadisce la direzione della Faulhaber –. Le persone che ci hanno lasciato quest'anno rappresentano il 2,7%. I licenziamenti sono stati solo due, altre cinque hanno lasciato l’azienda spontaneamente. Si tratta di casi isolati, come potete intuire».

Misure anti Covid – Una falsa fuga di notizie dunque? «Il 2020 è un anno un po' particolare. Per salvaguardare la salute dei collaboratori di fronte al Covid-19 abbiamo introdotto dei turni che prima non c'erano. Questo può avere creato in alcuni qualche malumore. In generale però nessuno si è lamentato. Il nostro fatturato è buono, non è neanche diminuito. Sono accadute tantissime belle cose che ci hanno uniti come team. Mi sembrano critiche ingiuste quelle che ci vengono fatte».

Alla ricerca del miglior candidato – La direzione affronta, inoltre, il tema della manodopera estera. «Nelle nostre selezioni di personale andiamo sempre alla ricerca del miglior candidato sul mercato, con una sensibilità particolare verso svizzeri o domiciliati. Evidenza ne è il fatto che le ultime assunzioni effettuate sono tutte di svizzeri o residenti, e questo vale anche per le attuali posizioni aperte». Sugli interinali aggiunge: «Abbiamo attualmente meno del 10% di collaboratori di agenzia al fine di gestire l’andamento degli ordini in entrata». Infine conclude: «I nostri salari si riferiscono alla posizione e non alla nazionalità o residenza dei collaboratori. In ogni caso tali informazioni, in forma anonima, vengono inviate annualmente all’ispettorato del lavoro».

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