Paola Zanini
LUGANO
13.10.20 - 19:380

«Io, commessa, e le mie disavventure in questo folle 2020»

Ora pure la mascherina obbligatoria. L'ironia di Paola Zanini, venditrice e autrice di “Buongiorno posso aiutarla?”

«Giusto applaudire i sanitari – spiega –. Hanno salvato delle vite. Noi no. Però alcuni clienti dovrebbero trattarci meglio».

LUGANO - Sempre al fronte durante tutto il lockdown. E ancora oggi, col Covid-19 che è tornato a farsi vivo in maniera imponente, tanto da fare imporre la mascherina obbligatoria in tutti i negozi, reggono l’urto con grande professionalità. Col sorriso. In questo folle 2020 si parla tanto degli infermieri o delle forze dell’ordine. Poco, pochissimo di chi è attivo nella vendita. Delle commesse e delle cassiere nei supermercati. Paola Zanini, classe 1969, fa parte di questa categoria professionale. Ed è anche autrice del libro “Buongiorno posso aiutarla?” (auto pubblicato). Fa la venditrice nel Luganese da ben 19 anni, di storie da raccontare ne ha a bizzeffe.

Applausi per i sanitari. Niente per voi. Come la prende?
«Ci sta, i sanitari hanno salvato un sacco di vite. Noi no. Però siamo stati comunque utili. Non ci siamo mai tirati indietro. Ci piacerebbe essere trattati meglio da alcuni clienti. A volte invece sembra quasi che noi facciamo parte dell’inventario del negozio. C’è gente che ci ignora, che nemmeno ci saluta».

Non le piace più il suo lavoro?
«Al contrario. È un lavoro divertentissimo, lo amo e lo amerò sempre. Ti dà tante gratificazioni. Però, soprattutto in un periodo come questo, vedi la rabbia di alcune persone. Gente frustrata per la propria vita che se la prende con te. Siamo come una valvola di sfogo». 

Un po’ come uno psicologo?
«Esattamente. Durante il lockdown, e anche dopo, siamo stati terapeutici. C’era chi ci raccontava le rispettive situazioni, chi cercava conforto. Ci sono anche tante persone carine, questo va detto. Di cuore. A volte basta uno sguardo per capire che in un cliente c’è qualcosa che non va».

Qual è la cosa che più le dà fastidio?
«La maleducazione. Sempre e comunque. Psicologicamente ti stanca. Alcuni clienti dovrebbero andare a scuola per capire come rispettare i commessi». 

Qualche esempio?
«C’è chi arriva all’orario di chiusura. Glielo fai gentilmente notare, e come unico risultato vedi una persona che tira dritto, senza neanche guardarti. Altri invece vogliono tutto e subito, e nemmeno ringraziano. Altri, ancora, alzano la voce per nulla».  

Ora nei negozi è obbligatoria la mascherina. 
«In generale la gente rispetta questa nuova regola. E c'è pure chi si arrabbia quando vede una trasgressione. Proprio negli scorsi giorni sono dovuta intervenire per calmare una signora che se la stava prendendo con una persona priva di mascherina. C'è anche chi la indossa a metà, tenendo fuori il naso. Così come chi la indossa, ma poi la toglie per parlarti. Penso che nelle prossime settimane ne vedremo delle belle». 

Come è lo stato d'animo delle persone che incontra?
«Noto un certo nervosismo soprattutto tra gli anziani. Sono facilmente irritabili e suscettibili. Forse perché in primavera sono stati confinati in casa. Non me lo so spiegare altrimenti». 

Qualche anno fa lei ha pubblicato il libro “Buongiorno posso aiutarla?”, che ora è tornato di moda…
«Non l’ho scritto sognando di diventare ricca. Anzi. L’ho regalato ai colleghi, come manifestazione di solidarietà. Sotto sotto speravo che qualche cliente lo leggesse».

Ci fa una sintesi al volo?
«Racconto storie di vita vissuta, anche parecchio divertenti. Il sottotitolo è “Avete la farina senza glutei?” Ebbene, me l’hanno chiesto veramente».

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