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CANTONE
08.09.20 - 17:320
Aggiornamento : 19:55

Le FFS fanno il pieno di macchinisti

Migliaia di candidati per mettersi alla guida dei treni. Ma i posti sono limitati, anche a causa del coronavirus

Entro il 2024 si libereranno circa mille posti, pertanto la ricerca di nuove leve è stata intensificata

BELLINZONA - «Mi sono proposta per diventare macchinista, ma non sono stata scelta: mi stupisce, considerando che le FFS sono attualmente confrontate con una carenza di tale figura professionale». Sono le parole di Maria, una ventottenne ticinese che aveva inoltrato la propria candidatura in risposta a un annuncio che l'ex regia federale aveva pubblicato nel corso dell'estate. Ma non era la sola candidata.

E in effetti per le FFS non è stato semplice scegliere le persone giuste, che rispondessero al meglio ai requisiti richiesti. Questo a causa dell'elevato numero d'interessati: «Soltanto nel mese di giugno sono pervenute circa mille candidature» ci fa infatti sapere il portavoce Patrick Walser. Nel corso dell'autunno la formazione partirà dunque per circa 340 apprendisti macchinisti. «Ciò corrisponde alla capacità massima di formazione possibile».

Mille posti che si liberano - Ma sono molte di più le posizioni che si apriranno nei prossimi anni. Entro il 2024 - anche considerando la normale fluttuazione del personale - nelle cabine di guida delle locomotive FFS dovrebbero infatti liberarsi circa mille posti. Ed è per questo motivo che già dallo scorso anno l'azienda ha intensificato la ricerca di nuove leve, anche con un aumento di diecimila franchi annuali del salario previsto durante la formazione.

Promozione nelle stazioni - E l'ex regia federale è inoltre impegnata nella promozione: «In alcune stazioni vengono svolti colloqui conoscitivi su grande scala, per avvicinare gli interessati alla professione di macchinista». E non solo: «Le FFS si sono tra l'altro impegnate - spiega ancora il portavoce Walser - a motivare cambi di carriera per le persone con più di quarant'anni, affinché diventino macchinisti». Tutti sforzi, questi, che - assicura - «hanno suscitato grande interesse».

C'è anche la pandemia - Negli scorsi mesi ci si è però messa anche la pandemia di coronavirus, che ha irrimediabilmente causato ritardi e limitazioni nei corsi di formazione. Una situazione, questa, che ha di recente portato alla soppressione di determinati collegamenti ferroviari. Ma non in Ticino, come ricorda Walser. Tuttavia, a livello nazionale fino al cambio orario del prossimo 13 dicembre mancano circa 160 macchinisti.

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