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CANTONE
01.07.20 - 21:160
Aggiornamento : 02.07.20 - 10:15

«Rendiamoci conto che non siamo protetti da nessuna parte»

Il Consiglio di Stato ha deciso di richiamare alla responsabilità i gestori dei locali e gli organizzatori di eventi.

«Meglio rispettare le distanze sociali, indossare la mascherina quando non è possibile e applicare le accresciute norme igieniche» avverte Norman Gobbi.

BELLINZONA - Il 19 giugno il Consiglio federale ha revocato la situazione straordinaria. Ciò implica che la gestione di un nuovo aumento dei casi di coronavirus rientra nella responsabilità dei Cantoni a cui spetta adottare provvedimenti adeguati.

Come si sta organizzando il Ticino? «L’esperienza accumulata ci permette di dire che un elemento di rischio sono gli assembramenti» spiega da noi raggiunto al telefono Norman Gobbi. Un'esperienza confermata da quello che sta accadendo in altri cantoni, dove il coronavirus continua a imperversare nei locali notturni. «Si tende purtroppo ad abbassare le barriere e il virus si propaga» aggiunge il consigliere di Stato.

Ecco perché il Governo, che si è riunito oggi, ha deciso di «richiamare alla responsabilità i gestori dei locali e gli organizzatori di eventi» affinché «adeguino i loro piani di protezione». Il canton Zurigo ha annunciato oggi nuove misure: gli avventori dovranno presentare un documento d'identità all'ingresso e il numero di telefono, verificato. «Lo hanno deciso perché le misure previste nel piano di protezione non venivano applicate con diligenza - aggiunge il presidente del Consiglio di Stato -. Quindi hanno scelto di concentrarsi sul contact tracing».

Gobbi si dice pure soddisfatto per la decisione di Berna di introdurre l'obbligo delle mascherine sui mezzi pubblici. «Gli spostamenti aumentano e con essi le persone che si muovono. Se non fosse stata presa una decisione a livello federale, ci saremmo mossi come Cantone».

Il Consiglio federale ha pure inserito l'obbligo di quarantena per i viaggiatori che provengono da determinate regioni. L’Ufficio federale di sanità pubblica stilerà un elenco delle nazioni più a rischio che verrà costantemente aggiornato e i cittadini saranno tenuti a notificare la loro entrata all’autorità cantonale. «Dobbiamo attendere la lista e le disposizioni da Berna - continua il direttore del Dipartimento delle istituzioni -. Ma con le frontiere aperte risulta un po' difficile controllare tutti».

In conclusione, il presidente del Consiglio di Stato si rivolge alla popolazione: «Dobbiamo renderci conto che né qui né quando si va in giro né all’estero si è protetti. Meglio essere prudenti e rispettare le distanze sociali, indossare la mascherina quando non è possibile e applicare le accresciute norme igieniche». Senza dimenticare di scaricare l'app SwissCovid.

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