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CANTONE / SVIZZERA
10.05.20 - 09:270
Aggiornamento : 11:36

Tracciamento digitale, ecco come funziona l'app Swiss PT

Per il consigliere nazionale ed esperto Bruno Storni si tratta di una soluzione tanto semplice quanto efficace.

Assieme alle regole d'igiene e di comportamento, può diventare uno strumento fondamentale per contenere la diffusione del coronavirus.

GORDOLA - Tra qualche giorno sarà disponibile Swiss PT, l’app per il telefonino per il tracciamento dei contatti. Una soluzione informatica che affiancherà il contact tracing manuale previsto nella Legge sulle epidemie, rendendolo più veloce e capillare. A spiegare il funzionamento dell'app è Bruno Storni, che oltre a essere consigliere nazionale - e quindi direttamente implicato al fine di garantirne le basi legali - è esperto d'ingegneria elettronica e informatica e docente all'EPFL, l'istituto che ha ideato l'applicazione.

Il funzionamento dell'app - Swiss PT sfrutta in modo efficiente e intelligente il dispositivo Bluetooth per misurare la distanza tra telefonini, senza quindi usare la geolocalizzazione. Si tratta di contatti tracciati in modo anonimo, che rimangono sullo smartphone al massimo due settimane. Sullo smartphone si registrano i codici inviati su Bluetooth, che cambiano ogni 15 minuti, e quelli ricevuti da telefonini rimasti vicini per 15 minuti. Nel caso una persona dovesse risultare positiva al Covid, si potrà inviare il registro dei codici generati al server (per autorizzare l’app all’invio si riceverà un codice dal medico).

Dati completamente anonimi - Il server invia poi la lista delle trasmissioni ai telefonini di tutti gli altri utenti, dove l’app verifica se nella lista di ricezione trova un codice della lista della persona contagiata. Se sì, l’app avverte del contatto e il proprietario del telefonino lo saprà e dovrà agire di conseguenza. I codici che ogni telefonino trasmette su Bluetooth sono generati casualmente secondo una chiave crittografica e cambiano continuamente, non hanno nessun riferimento con il numero o l’identità del proprietario del telefonino.

L'app da sola non basta - Per Bruno Storni si tratta quindi di una soluzione semplice ed efficace, che può diventare uno strumento fondamentale per contenere e ridurre la diffusione del virus ed evitare la temuta seconda ondata, «chiaramente a complemento delle misure canoniche che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi: igiene, distanza fisica, protezioni, mascherine».

Basi legali - Se la ricerca e l’ingegneria hanno in pochissimo tempo ideato e realizzato il sistema, la politica deve occuparsi di garantire le basi legali. Il Consiglio Nazionale ha accolto una mozione in questo senso e incaricato il Consiglio federale di presentarle entro la prossima sessione alle Camere. Intanto Swiss PT potrà essere usato in modo test e il Consiglio federale emanerà il 13 maggio un’ordinanza di durata limitata.

Installazione facoltativa - L’installazione dell’app rimarrà chiaramente facoltativa, ma affinché diventi efficace dovrà essere usata da almeno il 60% della popolazione, numeri raggiungibili solo se si riuscirà a sensibilizzare e convincere la popolazione a installarla. «Il messaggio - sottolinea Storni - dovrà essere chiaro e molto convincente».

Sfida comunicativa - Dopo lo scandalo Cambridge Analytics/Facebook «che ci ha resi diffidenti ben oltre il razionale», il momento non è infatti dei migliori per app del genere. «Occorrerà quindi uno sforzo comunicativo di alta qualità per fugare fakes e spauracchi ed evidenziare i benefici dell’app che può essere un salvavita personale oltre che uno strumento che permetta alla società un più rapido ritorno alla normalità. La sfida non è più tecnologica ma comunicativa», conclude Storni.

 

Commenti
 
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sedelin 1 anno fa su tio
storni é pagato dalla confederazione, e questo fa pensare... meglio lasciare a casa il telefono, anzi meglio tornare al solo telefono fisso :-)
vulpus 1 anno fa su tio
Paolo Villaggio declamava : una ca....... Ma a cosa possa servire in realtà non lo ha capito nessuno, tranne illudersi su quanto questa ulteriore creazione possa fare. Speriamo che sia stata creata gratuitamente. In pratica se chi è ammalato ,può a suo piacimento avvisare chi lo ha sfiorato. Ma non pensiamo forse che chi è beccato dal virus ha ben altro a cui pensare ,invece di attivare elenchi vari? ma se poi incontra qualcun su una rete non di Swisscom, oppure straniera a cosa serve? Sarebbe molto più utile , a tappeto verificare chi ha gli anticorpi : ma probabilmente essendoci dei costi, è come le mascherine: ora che sono disponibili e a prezzo accettabile sono diventate utili.
marco17 1 anno fa su tio
@vulpus Basta leggere le spiegazioni allucinanti di Storni per rendersi conto che questa app non serve proprio a niente, se non a ottenere due effetti: il primo, illudere chi scaricasse questa ciofeca di essere avvisato in tempo in caso di possibile contagio; il secondo, abituare gli individui a farsi controllare mediante il telefonino.
gigipippa 1 anno fa su tio
Mah non capisco proprio quelli che usano i social, in particolare FB con tanto di profilo aperto per proclamare la privacy ? Personalmente penso di scaricare l`applicazione e di comportarmi secondo le direttive, è questione di senso civico. Solamente se il virus sarà debellato potremo ritrovare la vera libertà.
fakocer 1 anno fa su tio
A piccoli passi, ma sicuri, in direzione di Josip Vissarionovic Djugasvili di Laurenti Beria ........
seo56 1 anno fa su tio
Assolutamente NO!
traluk 1 anno fa su tio
domani mattina vanno a scuola anche i figli degli asintomatici e bhe un paese che non e riuscito a fare tamponi a 300 mila persone in 2 mesi è veramente messo male , e i figli di chi e in quarantena? chi li testa questi ? vanno a scuola ?
gianmarco 1 anno fa su tio
vediamo il codice sorgente?
miba 1 anno fa su tio
Altro che spauracchi caro Storni!! 1. con l'incentivo di lasciare il bluetooth attivato (pochi oggi ormai lo usano se non per trasmettere occasionalmente qualche file) è come un invito a nozze per eventuali hackers. 2. il bravo Storni non è onesto: dice che i dati restano nel telefonino ma omette di dire che oggi già troppe applicazioni trasmettono dati che conl'applicazione non hanno nulla a che fare e questo, bluetooth o no, avviene non appena i dati sono attivati e/o si è agganciati ad una connessione WiFi. 3. ed ultimo punto: occhio che il bluetooth sempre attivo scarica molto più velocemente la batteria.....
Zarco 1 anno fa su tio
Se aiuta a salvarmi la vita , assolutamente favorevole! La privacy me ne frego , nulla da nascondere...
Esse 1 anno fa su tio
Non sapevo che 2 telefoni solo con il bluetooth potessero misurare la distanza tra di loro distinguendo così 2 metri da 8metri ad es. E tute le situazioni dove c'è un ostacolo ad impedire il contatto fisico di mezzo ? Miri deinlocali,veicoli incolonnati , scompartimenti dei treni ecc.. ? l'app (senza geolocalizzazione oltretutto) è in grado di distinguere queste situazioni? Altrimenti non si rischia di avere un gran numero di falsi positivi ?
marco17 1 anno fa su tio
Nelle prossime settimane aspettiamoci una campagna propagandistica al limite del lavaggio del cervello, sostenuta a spada tratta da media poco critici e dai soliti testimonial locali buoni per tutte le stagioni, per convincere la gente a scaricare questa ciofeca di app.
marco17 1 anno fa su tio
Idea demenziale e sistema arzigogolato che non serve a niente se non a creare inutili apprensioni tra chi dovesse essere tanto ingenuo da scaricarlo. Non impedirà la diffusione del virus, non salverà nessuna vita umana, al massimo intaserà di richieste di "tamponi" medici e laboratori.
Viperus 1 anno fa su tio
E chi tiene accesi il blutut tutto il giorno? Se la può tenere lui quella appl...
Tarok 1 anno fa su tio
i molti diffidenti verso un app innocua, sono i primi a pubblicare la loro vita su facebook. coerenza
sedelin 1 anno fa su tio
lascio fare alle persone terrorizzate che credono alle bufale messe in circolazione dalla nuova dittatura.
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