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BALERNA / NOVAZZANO
01.04.20 - 06:060

Asilanti radunati nel cortile: «Stavamo dando importanti informazioni»

Distanza sociale e divieto di assembramento non rispettati al centro asilanti in zona Pasture.

La Segreteria di Stato della migrazione però si giustifica e spiega come vengono ridotti al minimo i rischi di contagio

BALERNA - Si riesce a far rispettare la distanza sociale e il divieto di raduno in un centro per richiedenti l’asilo? La risposta è sì, secondo la Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Anche se guardando una foto scattata venerdì scorso all’esterno della nuova struttura provvisoria in zona Pasture verrebbe da dire il contrario. 

Occupazione del 60% - Il centro federale d’asilo in Ticino è in grado di ospitare fino a 350 persone, suddivise sul sedime situato fra Balerna e Novazzano (220 posti) e su quello in via Motta a Chiasso (130 posti). In questo momento l’occupazione è del 60%, fa sapere la SEM. Per quanto riguarda il personale impiegato, Securitas dispone di un totale di 18 agenti che lavorano distribuiti su 24 ore a Pasture. Altre 26 persone si occupano invece dell’assistenza dei richiedenti.

Posti letto quasi raddoppiati - Come tutta la popolazione, anche la SEM è chiamata a seguire le raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Per evitare il diffondersi del coronavirus, ha quindi introdotto in tutti gli alloggi delle misure igieniche e comportamentali supplementari. I posti letto in tutta la Svizzera, ad esempio, sono stati aumentati da 2’200 a 4’000. «In questo modo i richiedenti l’asilo possono essere distribuiti su più camere», spiega la portavoce della SEM Katrin Schmitter. 

Sensibilizzazione sì, mascherine no - Oltre agli accorgimenti strutturali per garantire le distanze sociali prescritte, i collaboratori dell’assistenza e della sicurezza vengono istruiti sulle raccomandazioni dell'UFSP e i richiedenti l’asilo vengono sensibilizzati: «Il materiale informativo - sottolinea la portavoce - è disponibile in 15 lingue e vengono proiettati film che mostrano il comportamento corretto da tenere nell’attuale emergenza». «Secondo la situazione», oltre all'uso costante di disinfettanti, è poi previsto per i collaboratori l'obbligo di portare maschere di protezione, occhiali, camici e guanti. Nessuna protezione di questo tipo, invece, per gli asilanti. Infine, i richiedenti l'asilo sono sempre autorizzati a uscire dal centro in gruppi non più grandi di due persone.

«Era un momento informativo» - Lo scatto "incriminato" sembra però mostrare ben altro, visto che vengono immortalate decine di persone raggruppate nel limitato cortile davanti al centro di Pasture. Mancato rispetto delle regole che la portavoce giustifica così: «Si è trattato di un breve ma importante discorso tenutosi in vista del weekend e dove i richiedenti l’asilo hanno ricevuto informazioni supplementari di sicurezza sanitaria, di comportamento igienico e di distanza sociale. Questo discorso è stato fatto nell’unico grande spazio di pertinenza dell’alloggio, disponibile all’esterno e all’aria aperta, al fine di poter rispettare le distanze come prescritto dall’UFSP». «Durante il breve momento informativo - precisa - si è cercato di tenere i richiedenti staccati l’uno dall’altro e divisi per nuclei familiari». 

Meno di 15 contagi in Svizzera - Sulla presenza di persone positive al coronavirus, la SEM non fornisce cifre per le singole regioni, ma precisa che in tutta la Svizzera sono stati identificati meno di 15 richiedenti l'asilo col coronavirus. E assicura che le camere sono state ridistribuite al meglio: «Le persone vulnerabili vengono alloggiate separatamente, mentre le persone che potrebbero avere il coronavirus o con un test positivo vengono isolate».

 

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