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CANTONE
17.03.20 - 08:320
Aggiornamento : 13:34

Tensione nelle farmacie: «Siamo sotto pressione»

«Collaboratori maltrattati e pazienti che si azzuffano». Dalla catena Pedroni arriva un appello alla responsabilità

CASTIONE - Il primo episodio è avvenuto sabato mattina, fuori dalla farmacia Pedroni di Castione. «Due pazienti si sono picchiati, abbiamo dovuto intervenire per dividerli» racconta il personale. Succede anche questo, al tempo dell'isteria collettiva da Covid-19.

La catena Pedroni - 16 punti vendita in Ticino - parla a nome di un settore sotto pressione. «Nelle ultime due settimane abbiamo visto di tutto» racconta a tio.ch/20minuti la farmacista Florinda Pedroni. «Collaboratori insultati e maltrattati, litigi tra pazienti. C'è tensione e la situazione non è facile». 

Nel caso di sabato mattina, all'origine del diverbio ci sarebbero banali questioni di "precedenza" nella coda. Nella catena - come in altre farmacie e in molti supermercati - gli ingressi vengono scaglionati per ragioni di sicurezza. «Dobbiamo tutelare la salute dei pazienti e dei collaboratori» spiega Pedroni. «Al momento il nostro consiglio, contro il nostro interesse, è che la gente venga il meno possibile in farmacia, soltanto se strettamente necessario. Noi ovviamente serviamo tutti, ma un afflusso eccessivo comporta dei rischi». 

Non mancano, infatti, i casi di pazienti affetti da Covid-19 che si presentano di persona in farmacia. «Questa mattina un paziente si è dichiarato positivo. Per fortuna questo non ha generato il panico» racconta ad esempio il farmacista collaboratore Boris Biddau, in servizio nella farmacia  di Castione. «Cerchiamo di gestire questi pazienti consegnando loro i medicamenti a domicilio, oppure in auto». 

Altra questione spinosa è quella delle mascherine. E dei prezzi saliti alle stelle (ne abbiamo parlato ieri). Qui le farmacie c'entrano poco. «A decidere i prezzi non siamo noi, ma i fornitori» spiega ancora Pedroni. Il margine applicato dai farmacisti è irrisorio, pochi franchi o addirittura pochi centesimi. Il problema è la difficoltà a reperirle sul mercato, anche a seguito dei blocchi all'esportazione imposti da altri paesi. 

«Facciamo fatica a trovare mascherine anche per i nostri collaboratori - precisa il dottor Biddau, che tiene a ringraziare comunque «i tanti clienti che ci supportano in questo momento». Le disposizioni cantonali, ricorda, impongono di dare la precedenza nella vendita di mascherine al personale sanitario, alle case anziani e agli studi medici. «Sempre che riusciamo a reperirne». Sperando che questo non fomenti ulteriore ostilità nei confronti dei farmacisti. I quali lavorano tantissimo - rinunciando a ferie e recuperi, in alcuni casi - in una situazione non idilliaca. Meriterebbero un applauso, e non insulti. 

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