Tipress (archivio)
Monsignor Grampa
CONFINE
19.02.20 - 10:110
Aggiornamento : 14:23

«Li perdono, ma intanto li ho denunciati»

Ladri in azione nella villa di monsignor Grampa. L'ex vescovo di Lugano: «Bottino magro, solo oggetti devozionali»

LUGANO - Non c'è più religione, è il caso di dire. La villa di famiglia del vescovo emerito di Lugano, monsignor Pier Giacomo Grampa, è stata visitata nei giorni scorsi da una banda di ladri.

I malviventi - riferisce la Provincia di Como - hanno messo a segno una serie di colpi a Caslino d'Erba. E non hanno risparmiato Villa Maria, la casa signorile dove "Don Mino" è cresciuto. 

L'effrazione è avvenuta sabato sera, quando in casa non c'era nessuno. Il vescovo emerito, che risiede all'istituto Sant'Angelo di Loverciano, è stato avvisato del fatto solo lunedì, da una vicina di casa. 

Al momento il bottino non è noto. «Non abbiamo ancora fatto la conta del maltolto» commenta Grampa raggiunto al telefono da Tio.ch/20minuti. «Dubito però possa trattarsi di cose di valore. È la casa di due religiosi - il fratello dell'ex vescovo, Giuseppe Grampa, è parroco a Milano - e non vi custodivamo ori o denaro. Al massimo, potranno averci portato via qualche oggetto devozionale». 

Quanto a perdonare i malfattori, il monsignore mette le mani avanti. «Certo, ci mancherebbe. Intanto però li ho denunciati. I poveri li aiuto in altri modi, non attraverso i furti. Non nego il perdono a nessuno, ma prima va restituito il maltolto». Le indagini dei carabinieri sono quindi in corso, per rintracciare la banda a cui sarebbero riconducibili una decina di furti nell'arco delle scorse settimane. 

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