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LUGANO
16.12.19 - 07:090
Aggiornamento : 09:10

Lara e Valon, la coppia più “antipatica” della Svizzera?

La sciatrice e il calciatore nell’occhio del ciclone. Francesco Lurati, esperto di gestione della comunicazione: «Nell’era dei social, è problematico non avere una strategia chiara»  

LUGANO - Lei, sciatrice e campionessa del mondo, è sempre stata estremamente discreta. E per questo forse mai veramente amata dai suoi stessi tifosi. Lui, ex leader della Nazionale di calcio, fino a poco tempo fa era un idolo. Lara Gut e Valon Behrami sono di nuovo sulla bocca di tutti. In particolare per alcune dichiarazioni al vetriolo di Valon dopo il suo addio al Sion e sui suoi pronostici per Euro 2020. Tio/20minuti ne ha parlato con Francesco Lurati, professore di gestione della comunicazione all’Università della Svizzera italiana e docente presso il Fifa Master con sede a Neuchâtel.

Perché questa coppia è diventata tanto “antipatica” al pubblico?
È estremamente difficile entrare chirurgicamente in queste dinamiche. Vanno considerate la personalità e le sensibilità dei singoli sportivi. Che, non va dimenticato, sono esseri umani come noi.

Già. Ma a livello di comunicazione forse si poteva fare meglio. O no?
Questo sì. Ho notato una discontinuità nel loro modo di comunicare. Prima Lara annuncia l’uscita dai social. Poi anche Valon. Si è passati da cento a zero.

In una società come quella odierna non ti puoi permettere un cambio tanto drastico?
Stiamo parlando di sportivi seguiti da migliaia e migliaia di fan. Si è creato di colpo un vuoto che ha sollevato un sacco di dubbi e di domande. Interrogativi e malignità che poi non è più possibile controllare.  

Lara Gut ogni tanto fa ancora qualche apparizione istituzionale. Che ne pensa?
Non so che dire. Non sembra esserci dietro una vera strategia. Manca una narrativa da parte sua. Ti fai viva solo ogni tanto. Così finisci in balia delle supposizioni che altri faranno di te.

Parliamoci chiaro: se non ci fossero i social, non saremmo qui a discuterne…
I social hanno amplificato, fatto esplodere, questi aspetti. Non c’è dubbio. Il problema è che Lara e Valon sono “due marchi”. Non si sono sposate solo due persone, ma, che piaccia o no, anche due marchi. È come se si fossero unite due aziende. Ci sono tante aspettative riposte in loro.

Il diritto alla privacy deve comunque essere garantito anche per un vip.
Giusto. Però allora mantieni la tua linea. Qui siamo di fronte a un “non parlo, ma parlo”, a singhiozzo.  

Qual è la sua opinione sulle recenti esternazioni di Behrami?
Non conosco i dettagli, quindi non ho un’opinione. Behrami ha dichiarato di sperare che l'Europeo lo vinca l'Italia. Sappiamo che si è lasciato male con la Svizzera.

Quanto questa sua frase può essere stata strumentalizzata dai media?
Può essere. Ed è appunto in questo tipo di contesto che è importante avere una strategia chiara e non lasciarsi guidare dagli impulsi. Il tennista Roger Federer, ad esempio, sa benissimo cosa dire di fronte a un microfono. La sua narrativa è coerente e non dà mai spazio a dubbi e interpretazioni. In altre parole, non è manipolabile. Se sei una star devi imparare a comunicare in questo modo e essere tu a imporre il gioco.

Chi conosce bene Lara ne parla come di una ragazza dolce e disponibile. Eppure il pubblico non l’ha mai amata tanto. Possibile che Valon, sposandola, si sia tirato la zappa sui piedi?
È una domanda a cui non so rispondere. Lo ripeto, stiamo parlando di esseri umani, con pregi e difetti, come tutti. E che, in ogni caso, meritano rispetto. 

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