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Paolo Locatelli
LUGANO
21.10.19 - 16:000
Aggiornamento : 19:14

Consonni: «Siamo sconcertati»

La sentenza sul caso di mala-edilizia non ha lasciato indifferente il sindacato Ocst, che valuterà un ricorso. Duro anche l'MPS: «Indignazione e vergogna»

LUGANO - Il caso si è "sgretolato" in tribunale ma «i fatti rimangono». E parlano chiaro: la Consonni Contract avrebbe «taglieggiato in modo sistematico» gli stipendi dei suoi dipendenti. 

Il sindacato Ocst ha appreso «con sconcerto» della sentenza di oggi, con cui la Corte delle assise criminali di Lugano ha prosciolto tutti gli imputati. Quello della ditta edile di Chiasso era stato definito «il caso di mala-edilizia più grave mai registrato in Svizzera». E il sindacato non ci sta ad archiviare la questione. 

«Non abbiamo ancora le motivazioni» commenta Paolo Locatelli dell'Ocst. «Arriveranno nei prossimi giorni, ma è verosimile che ci sia stato un vizio di forma, nel sostenere il reato di usura per mestiere». Fatto sta che gli imputati, tra cui il titolare della ditta, «hanno certamente taglieggiato i salari di undici lavoratori su un lasso di tempo di cinque anni» ribadisce il sindacalista. «Su questo non ci piove. Valuteremo se e come interporre ricorso».

«Indignazione e vergogna» - Anche il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso duramente posizione, parlando di «indignazione e vergogna» e ribadendo la necessità urgente di «misure di controllo del mercato del lavoro che impediscano il diffondersi e il generalizzarsi di pratiche selvagge».

La sentenza conferma di fatto «quanto gli attuali strumenti siano insufficienti per combattere in modo adeguato gli abusi ai diritti di chi lavora» prosegue in una nota l’MPS, che rilancia inoltre i contenuti dell’iniziativa contro il dumping salariale e sociale recentemente lanciata. «Ancora una volta è stato solo grazie al coraggio dei lavoratori coinvolti che abusi dei diritti, dumping sui salari e altre pratiche illegali sono state denunciate; lavoratori che, di fronte a sentenze come quella odierna, rischiano di sentirsi scoraggiati».

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