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BELLINZONA
07.06.19 - 09:300
Aggiornamento : 11:44

La plastica è finita (per ora) in 70’000 sacchi destinati al riciclaggio

Ha già superato le aspettative la raccolta differenziata introdotta tre mesi fa nella capitale. Ma ne vale la pena? «Lo verificheremo»

BELLINZONA - Imballaggi, sacchetti, vasetti di yogurt… e chi più ne ha, più ne metta. Basta fare alcuni acquisti al supermercato e in un attimo il cestino si riempie di plastica. Il rimedio passa dai sacchetti a pagamento, e da quelli riutilizzabili per la frutta e la verdura, come pure da una scelta più sostenibile dei prodotti. E non solo: la sensibilizzazione può passare anche dalla raccolta differenziata della plastica.

Da tempo già presente in alcuni comuni del Sottoceneri, da poco più di tre mesi il servizio è stato introdotto in via sperimentale anche per gli oltre 43’000 abitanti di Bellinzona. E la prossima settimana un progetto analogo partirà anche a Losone. Ma ne vale la pena? C’è da chiederselo, dato che da parte dell’Ufficio federale dell’ambiente c’è un certo scetticismo, sulla base «dell'esigua quota raccolta di plastica valorizzabile di qualità».

Nel frattempo a Bellinzona il servizio ha comunque già superato - e di molto - le aspettative delle autorità. «Nei primi tre mesi sono stati acquistati 70’000 sacchi per la raccolta differenziata della plastica» ci dice infatti il municipale Christian Paglia, capo del Dicastero ambiente. «Da parte dei cittadini c’è una forte propensione alla separazione di questo materiale».

C’è sensibilità ambientale - E si tratterebbe effettivamente di sensibilità ambientale, in quanto scegliendo di aderire alla raccolta differenziata della plastica non si risparmia nulla: il sacco da sessanta litri necessario per usufruire del servizio costa 2 franchi e 15 centesimi, lo stesso importo che si paga per quello della medesima dimensione per i rifiuti solidi urbani. L’unica differenza? Le plastiche domestiche dovrebbero in questo modo venire riciclate.

Costi elevati? - Appunto: dovrebbero. Uno studio del 2017 intitolato “Riciclaggio e valorizzazione delle materie plastiche” parla infatti di «ecoefficienza ridotta». Insomma, i costi sarebbero troppo elevati a fronte degli effettivi benefici ecologici, in quanto una buona parte del materiale raccolto finirebbe poi comunque in un termovalorizzatore. «Vogliamo verificare personalmente cosa succede con il materiale raccolto» ci dice allora Paglia, spiegandoci che le plastiche vengono trattate da impianti di smaltimento in Germania e Austria. «La qualità del materiale dipende anche dal suo grado di pulizia».

Uno strumento di sensibilizzazione - Ma per le autorità bellinzonesi la raccolta differenziata va oltre il semplice servizio: «In questo modo vogliamo anche sensibilizzare sulla tematica sia i consumatori che i produttori». Insomma, un modo per rendersi conto di quanta plastica si utilizza. E di quanto possa essere difficile il suo riciclaggio.

Un anno sperimentale - A Bellinzona la fase sperimentale del servizio è partita tre mesi fa. E durerà almeno un anno. Nei prossimi mesi il relativo gruppo di lavoro farà un sopralluogo presso un impianto di smaltimento all’estero. «E tra la fine di quest’anno e l’estate del 2020 sarà fatta una valutazione generale» conclude Paglia.

Commenti
 
sedelin 2 mesi fa su tio
ottima iniziativa, é un primo passo. poi ci sono già alternative alla produzione di plastica per imballagi: ci sono svariate fibre vegetali con le quali produrre sacchetti e involucri. i costi sono elevati data la scarsa produzione, ma con il tempo e con la sensibilità di molti consumatori questi imballaggi sostituiranno quelli di plastica.
David Recanatini 2 mesi fa su fb
Per il pianeta è importante farlo sicuramente, ma l'organizzazione è stata pessima. Fare solo sacchi da 60 litri da portare alla discarica e pagarli allo stesso prezzo dei sacchi normali che vengono a ritirare. 🥴
Ornella Silla 2 mesi fa su fb
Ne vale la pena ??? Per il pianeta si... dovrebbero farlo tutti!
Nmemo 2 mesi fa su tio
Dove va a finire, ultima destinazione, la plastica raccolta separatamente? L'autorità deve rispondere, ecologicamente parlando, visto il contributo chiesto alla cittadinanza, anche della destinazione finale. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo: una grande quantità di plastiche di Stati europei va a finire in discariche selvagge, perpetui focolai fonti d'inquinamento, in Africa o in Asia.
RS Recupero Materaili SA 2 mesi fa su tio
@Nmemo La plastica raccolta nei sacchi viene trattata in due tappe: la prima tappa è un impianto in Austria (Lustenau, 20 Km dal confine) che è l'unico in grado di separare le plastiche in maniera efficiente. In Svizzera non esistono impianti simili in quanto non si è ancora raggiunta la massa critica per sostenerne i costi. Se tutto va come deve avremo il primo impianto di separazione entro 2 anni circa. Un volta separate le varie tipologie di plastica, queste vengono riportate a Innorecycling (Eschlikon, TG) dove vengono processate e trasformate in granuli (che poi sono la materia prima per chi produce oggetti in plastica). I granuli vengono venduti (soprattutto ad aziende svizzere) e se ne ottengono nuovi prodotti. Nulla viene destinato all'esportazione prima di essere completamente trattato e trasformato in materia prima.
tip75 2 mesi fa su tio
a me pare che è un nuovo modo per incassare soldi, fino ad ora il pet si buttava gratis. tra l altro a losone lo bisogna portare al zandone quindi tutto tranne che pratico. quanto all ecologia signori bisognerebbe smettere semplicemente di produrre plastica e imballare cose inutilmente, si pensi anche alla carta, uno fa la spesa ed ha bisogno tre sacchetti perché gli imballaggi occupano troppo spazio. tassate chi li produce e non sempre il consumatore, solo così si potrebbe parlare di ecologia, un vero cambio di sistema! altrimenti solo soldi e bla bla
RS Recupero Materaili SA 2 mesi fa su tio
@tip75 Per rispondere anche a tip75: il PET si butta tutt'ora gratis, la bottiglie in PET vanno ritornate a PET Recycling (tra l'altro non è gratis, quando comprate una bottiglia di PET pagate 2.5 cts di tassa anticipata sul riciclaggio). Inoltre da molti anni è possibile restituire le bottiglie in PE alla grande distribuzione, gratis. Il costo del sacco finanzia interamente il processo di raccolta e riciclaggio, l'adesione al progetto è volontaria quindi chi non vuole aderire ha la possibilità di non farlo. Tenete però presente che l'alternativa è il sacco dei rifiuti che a Bellinzona costa uguale a quello delle plastiche. La soppressione completa della produzione degli imballaggi in plastica è una buona idea che però non è attuabile; quali materiali dovrebbero essere utilizzati per gli imballaggi dei prodotti?
Valerio Castellani 2 mesi fa su fb
Ma è un passo avanti aspettiamo 🐺🍀🌹
curzio 2 mesi fa su tio
Come la montagna di plastica raccolta per il riciclaggio dai cittadini britannici... che ora si trova in una discarica in Thailandia!
RS Recupero Materaili SA 2 mesi fa su tio
@curzio Per nulla, ti prego di leggere la risposta data a Nmemo
Gus 2 mesi fa su tio
Isterismi ecologisti e rosso-verdi
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