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23.01.19 - 15:260

Cinque annegamenti nel 2018, si punta sulla prevenzione

«L’opera di informazione sui pericoli nascosti in e vicino l’acqua deve continuare» precisa il presidente della Regione Sud della SSS

MINUSIO - Lo scorso anno gli annegamenti sono stati cinque, avvenuti in laghi e fiumi, mentre altri quattro decessi avvenuti in acqua sono stati preceduti da incidenti o infortuni. È quanto emerso nel corso del l’assemblea annuale della Regione Sud della Società svizzera di Salvataggio (SSS), ente che in Ticino conta 14 sezioni, lo scorso sabato 19 gennaio a Minusio.

«Non dobbiamo mollare la presa. L’opera di informazione e di sensibilizzazione della popolazione sui pericoli nascosti in e vicino l’acqua è stata importante ma deve continuare» ha detto alla recente assemblea della Regione Sud della Società svizzera di Salvataggio (SSS) il presidente Boris Donda. Di prevenzione e di quanto è stato fatto lo scorso anno si è parlato sabato 19 gennaio a Minusio, durante l’assemblea annuale della Regione Sud della SSS, ente che in Ticino conta 14 sezioni, di cui 13 rappresentate in assemblea.

La SSS e le sue sezioni sparse su tutto il territorio nazionale si occupano della formazione e dell’aggiornamento di nuotatori atti a salvare delle persone in difficoltà in acqua e nell’importante opera di sensibilizzazione sui pericoli dell’acqua. Quest’anno in Ticino sono stati formati oltre 600 nuotatori salvatori. Un’attività di prevenzione molto utile è stata svolta pure nell’ambito del progetto “Acqua Amica mia” che coinvolge le Scuole elementari (126 le sezioni visitate in Ticino per un totale di 2509 bambini sensibilizzati, addirittura 14'400 bimbi a livello svizzero).

A livello nazionale i decessi per annegamento nel 2018 sono stati una quarantina, di cui la maggioranza avvenuta in acque libere (ben 19 in laghi e 14 nei fiumi), il resto in stabilimenti balneari. A questo proposito, intervenuto in assemblea, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato l’importanza del programma “Acque sicure” portato avanti dal Dipartimento delle Istituzioni in collaborazione con l’omonima commissione consultiva presieduta dallo stesso Donda. Due degli incidenti mortali in Ticino sono avvenuti ancora nei fiumi, uno nel Lago Ceresio. «Per cui occorre ancora e sempre informare - ha detto Gobbi, ribadendo però anche il concetto del “senso di responsabilità” che ognuno dovrebbe avere nei contesti acquatici. «Il rischio è infatti sempre dietro l’angolo – ha detto – ed è fortemente legato al nostro comportamento, che deve essere responsabile».

Tra le azioni significative proposte la scorsa estate, Gobbi ha citato la campagna preventiva attuata sulla spiaggia del Meriggio a Losone, alla confluenza dei fiumi Maggia e Melezza, spiaggia molto frequentata anche dai turisti. Dal canto suo, Donda ha osservato che l’arrivo di nuove pratiche sportive, come lo “stand up paddle” (la tavola da surf sulla quale si rema in piedi) impone un nuovo impegno per le Sezioni al fine di informare i bagnanti sull’uso corretto della tavola. 

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