Keystone
Cartolina con messaggio dal ghiacciaio dell'Aletsch
LUGANO
07.12.18 - 06:050

«Partiti divisi sul clima. Sarà decisiva la società civile»

A Berna sabato la piazza per suonare la sveglia alla politica. Lavinia Sommaruga di Alliance Sud: «Chi inquina paga. Aerei e veicoli non scarichino i costi sulla collettività»

LUGANO - In mano pentole, campanacci e strumenti a fiato. E un solo obiettivo: far risuonare l’allarme clima. La mobilitazione civile è lanciata per domani 8 dicembre. In Helvetiaplatz a Berna, come in diverse altre città del mondo, da Berlino a Parigi, migliaia di cittadini si preparano a dare la sveglia ai politici “assonnati” davanti al cambiamento climatico. Un’emergenza che da tempo mobilita anche Alliance Sud, gruppo di riflessione e azione che riunisce sei organizzazioni di cooperazione internazionale svizzere. A spiegare l’importanza di una battaglia combattuta dal basso è Lavinia Sommaruga, direttrice dell’ufficio regionale di Alliance Sud a Lugano: «Le persone con un desiderio di responsabilità sociale possono fare la differenza se si organizzano e si uniscono a un movimento per la protezione del clima, come ad esempio nel quadro delle attività dell’Alleanza climatica».

Troppo spesso gli accordi restano sulla carta e al dire non corrisponde il fare. Voi che obiettivi indicate?

«Tra le rivendicazioni di Alliance Sud e dell’Alleanza climatica c’è l’adozione dell’obiettivo di un riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi e, se possibile, al di sotto di 1.5 gradi, come previsto dall’Accordo di Parigi sul clima».

E più in concreto quali misure proponete?

«Innanzitutto nessuna nuova infrastruttura non rispettosa del clima. In secondo luogo il rispetto del principio “chi inquina paga”: anche il traffico stradale e aereo dovrebbero sostenere i costi climatici causati, piuttosto che scaricarli alla collettività. Inoltre gli investimenti degli istituti finanziari svizzeri devono essere riorientati verso le industrie rispettose del clima. Infine il finanziamento climatico in patria e all’estero, concordato nell’Accordo di Parigi sul clima, deve essere pagato da chi causa l’inquinamento e non dai contribuenti».

Alliance Sud oggi preferisce sollecitare la società civile. I partiti vi hanno deluso?

«In realtà manteniamo i contatti con tutti i partiti, come anche con la società civile. La necessità d’intervento sulle questioni climatiche divide però i partiti. Quanto prima la società civile riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgente problematica del cambiamento climatico, tanto prima i partiti saranno pronti ad affrontare la questione».

La società civile ha un peso?

«Sì, perché in definitiva saranno i cittadini e le cittadine a decidere i nuovi rapporti di forza in parlamento alle prossime elezioni nazionali nell’autunno 2019. Ogni elettore ed elettrice votando secondo la sua coscienza può fare la differenza».

Alliance Sud si muove nel campo della cooperazione allo sviluppo. Come si può attuare la lotta per l’ambiente nei paesi poveri?

«In linea con la solidarietà internazionale, ma anche con il principio del “chi inquina paga”, occorre mobilitare urgentemente dei fondi per sostenere misure per la protezione del clima e per condividere i costi dei danni causati dal cambiamento climatico come fame, povertà,... Alliance Sud sostiene perciò anche le forze della società civile nei paesi del Sud, poiché queste possano rivendicare ai propri governi delle misure per proteggere il clima».

Clima e business globale: voi sostenete l’iniziativa multinazionali responsabili…

«L’iniziativa per multinazionali responsabili vuole obbligare le imprese con sede in Svizzera a rispettare i diritti umani e gli standard ambientali internazionali anche all’estero. L’iniziativa non è direttamente collegata alle misure di contrasto al cambiamento climatico».

Commenti
 
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bananasplit 2 anni fa su tio
...x emettere sentenze a a destra e manca :- ( ... sempre in prima fila "ste oche" ... piuttusto godetevi un inizio d' inverno mite e invoglioso di stare all' aperto !!! Non siete mai contenti di nulla !? Se fa caldo o se fa freddo .... sempre a sbandierare flagelli e dannazioni ... Sgarbi direbbe ... che "capre" .
shooter01 2 anni fa su tio
chi inquina paga. Però vediamo perchè inquina , se inquina. Per me chi va a lavorare in auto inquina meno di chi va a fare le spese la domenica al fox town, o fa da taxista a chi può prendere i mezzi pubblici.
sedelin 2 anni fa su tio
"chi inquina paga": significa che chi paga é autorizzato a inquinare, magari con il cuore in pace. NO, non é questa la strada! bisogna rivendicare il divieto di utilizzo del carburante inquinante, soprattutto negli aerei che rappresentano la fetta maggiore di produzione di CO2 (e non solo!).
Maxy70 2 anni fa su tio
Bravissima la Sommaruga! Allora finiamola di infliggere l'ennesimo aumento della benzina e della nafta, che indebolisce le famiglie a reddito medio e basso, mentre il ricco se ne frega e fa i medesimi chilometri di prima. Sosteniamo la produzione locale a “chilometro zero”, imponendo tanti bei dazi doganali sui prodotti a lunga percorrenza; carichiamo sul treno obbligatoriamente tutti i puzzolenti EURO TIR in transito e ripristiniamo le 28 tonnellate che rendevano il trasporto su gomma non redditizio. Assumiamo per quanto disponibile mano d’opera residente, nel 2002 c’erano in colonna 32’000 frontalieri, oggi 63'000 e si viveva meglio di adesso. Concediamo reali incentivi fiscali a chi ristruttura la casa sostituendo l’impianto di riscaldamento vetusto; eccetera eccetera eccetera, la lista dei provvedimenti efficaci, per i quali si deve però combattere, è lunga! Molto più facile viceversa criminalizzare l’automobilista. E se, per esempio, a chi acquista una vettura ibrida o elettrica, venisse condonata l’imposta di circolazione per un paio di anni? Incentivare invece di punire? E l’Ente Pubblico? Io (non sono giovanissimo) ricordo a Lugano e tram e i filobus elettrici (a emissioni zero), oggi va tutto a diesel. Diamo l’esempio?
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