LUGANO
28.11.18 - 06:000
Aggiornamento : 17:06

I veleni dietro la guerra che ha affossato l'asilo di Dino

L'asta dell'edificio, che sancisce la fine del progetto, non ferma gli scambi di reciproche accuse tra i principali attori della vicenda

LUGANO - Un ginepraio di accuse e controaccuse, denunce, ordinanze e decisioni supercautelari in cui è quasi inevitabile perdersi. Di sicuro c’è solo che il 6 febbraio prossimo l’edificio che ospitava l’asilo nido di Dino andrà all’asta dell'Ufficio esecuzioni. È la sola certezza. Le versioni differiscono invece totalmente quando si cerca di capire come si sia giunti prima alla chiusura del nido e poi alla decisione dell’Ufficio esecuzioni. Da una parte l’attuale amministratrice della KKD Residence Sa, Karen Gallo, ha dichiarato a Ticinonline di essere stata colta di sorpresa: «La nostra società non è stata informata della procedura». E ha aggiunto: «Sospetto che dietro ci sia un brutto tiro del precedente amministratore. Faremo di tutto per bloccare l’asta».

Parla l'ex amministratore - Nella girandola dei nomi che si sono succeduti alla guida della KKD nel corso di quest’anno l’allusione resta un po’ sospesa. E allora, dal fronte opposto, interviene Luca Moretti, che non è l’ultimo, ma è stato amministratore della società dal marzo al maggio 2018: «Ma come si può credere che non lo sapesse? È da due anni che non paga l’ipoteca. Era inevitabile che la proprietà andasse all’asta. Non è colpa di nessun amministratore e nemmeno di chi gestiva l’asilo nido». E a sostegno delle sue parole mostra un estratto delle esecuzioni pendenti sulla KKD Sa, datato 27 settembre, per un totale di 4 milioni e 334mila franchi (di cui il debito maggiore, 4.22 milioni, è costituito dall’ipoteca rivendicata dalla Banca Raiffeisen).

Affitti e vecchi lucchetti - «Io - sostiene Moretti - sono stato quello che ha consentito all’asilo di riaprire lo scorso aprile, dopo sei anni di chiusura forzata. Ho lavorato per ottenere il permesso provvisorio dal Cantone e anche avere una proroga fino ad agosto per realizzare le canalizzazioni. C’eravamo quasi riusciti, finché la Gallo non ha iniziato a metterci i bastoni fra le ruote e intralciare l’attività dell’asilo». E, sempre a sostegno di quanto dice, presenta un secondo documento. Una lettera di un padre e una madre che lo scorso giugno decidono di disdire il contratto e ritirare il loro piccolo dall’asilo perché, spiegano, «non ci sentiamo sicuri per quello che riguarda la gestione della struttura». I due genitori fanno allusione al cancello d’entrata trovato «chiuso con catene e lucchetti, o addirittura ieri con un asse di legno e due cartelli da parte della proprietaria dello stabile e dei manutentori di esso, i quali ci sono sembrati inquietanti e minacciosi. Non reputiamo che l’asilo nido possa essere un luogo sicuro per nostro figlio». Anche qui versioni contrastanti: perché Gallo, a sua volta, accusa il gestore dell’asilo, la Ticinositter24, di non averle mai pagato l’affitto. Da qui gli estremi rimedi...


La battaglia dei lucchetti

Il pacchetto azionario - E a questo punto la vicenda diventa surreale perché le parti, Gallo da un lato, e Danilo Chiocca della Ticinositter24 (diventato nel frattempo amministratore), iniziano una battaglia legale per la proprietà della KKD e quindi anche dell’edificio di Dino. Nel gennaio 2018 infatti la stessa Gallo aveva ceduto - ma lei sostiene che in realtà si tratti di un falso prodotto da loro in sua presenza - il suo pacchetto azionario alla Danton investment Sa, società di Stefano Roncon, della quale lo stesso Moretti era amministratore. «Le azioni  - spiega sempre Moretti - sono rimaste sino ad oggi depositate. Semmai è Gallo che, per buttarmi fuori della società quando ha visto che l’asilo stava risollevandosi, ha prodotto delle altre azioni...». Anche qui, la versione di Gallo è totalmente divergente, le azioni buone - afferma - sono quelle in mano sua. E ha sporto, lo scorso settembre, denuncia penale per truffa. Nel frattempo, ed è il penultimo atto prima della notizia dell’asta fallimentare, ad inizio novembre, Gallo riesce a tornare amministratrice della KKD. Nel frattempo, infatti, la parte opponente lascia cadere la causa non versando gli anticipi per le spese giudiziarie...

La guerra lascia infatti macerie (e debiti) su tutti e due fronti. Vittime in primis sono le famiglie e i piccoli che si sono trovati senza asilo, ma anche le ex maestre che chiedono a Ticinositter24 il pagamento degli stipendi non ricevuti. Con poca speranza di ottenerli.

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8 mesi fa L’asilo delle mille traversie finisce all’asta fallimentare
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