BRIONE VERZASCA
13.08.18 - 18:510
Aggiornamento : 14.08.18 - 09:40

Pacchi e lettere davanti al cimitero: «Ecco cosa succede»

Marco Scossa, portavoce della Posta, analizza la strana settimana vissuta dal villaggio di valle. E non allontana i dubbi sul futuro dell’ufficio locale

BRIONE VERZASCA – Cosa sta succedendo all’ufficio postale di Brione Verzasca? Perché da ormai diversi giorni lettere, giornali e pacchi vengono “smistati” sul piazzale davanti al cimitero? Tio/ 20 Minuti aveva raccontato il malumore della popolazione locale in un articolo pubblicato di recente. In quell’occasione, il vice sindaco Giovanni Scettrini aveva definito “scandaloso” quanto stava accadendo. Sulla vicenda, ora interviene Marco Scossa, portavoce del Gigante Giallo. Le sue risposte non fugano dubbi e perplessità.

Scossa, si dice che agli impiegati sia stato imposto di non più usare l’ufficio postale per “smistare” la posta. È vero?

In realtà la corrispondenza non viene smistata a Brione Verzasca. Ma preparata in funzione dei giri di distribuzione in precedenza. È dunque più corretto esprimersi in termini di “presa in consegna”. E non di smistamento.

La sostanza non cambia. Cosa sta accadendo?
Dallo scorso 6 agosto, per motivi organizzativi interni, ci siamo appoggiati ai trasporti pubblici, nello specifico ad AutoPostale, per il trasporto della corrispondenza a Brione Verzasca. A partire da martedì 14 agosto, si ritornerà a trasportare la corrispondenza come fatto in precedenza. Dunque grazie ad un nostro veicolo specifico. In nessun caso si sono verificati disagi per la clientela.

In paese c’è chi sostiene che questo sia solo un campanello d’allarme, e che l’ufficio di Brione chiuderà presto. Conferma?

La filiale figura fra quelle definite “in verifica” nella comunicazione “Rete postale 2020” dello scorso giugno, nella quale la Posta rendeva noti i piani di sviluppo della rete per l’intero Cantone.

Il suo ha l’aria di essere un mezzo “sì”…
Come per tutte le filiali “in verifica” sono in corso colloqui con le autorità comunali allo scopo di identificare la migliore soluzione condivisa, nell’interesse di tutte le parti coinvolte. Nello specifico, il dialogo non può prescindere dalla tempistica dettata dalla volontà aggregativa espressa dai Comuni coinvolti nella consultazione popolare dello scorso giugno e che vedrà la nascita di una nuova realtà politica in occasione delle elezioni comunali nella primavera 2020.

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