Shelley McNamara e Yvonne Farrell (USI)
MENDRISIO
24.05.18 - 09:440

Dall'Accademia USI alla Biennale di Venezia

Due professoresse ordinarie di Progettazione a Mendrisio cureranno la prossima edizione (prenderà il via sabato) dell'esposizione di architettura nella città lagunare. Altri 13 professori presenti

MENDRISIO - La prossima edizione della Biennale di architettura di Venezia sarà inaugurata sabato 26 maggio. La Biennale di Venezia nasce nel 1895 ed è oggi tra le istituzioni culturali più note e prestigiose al mondo. All’avanguardia nella ricerca e nella diffusione delle nuove tendenze artistiche contemporanee, organizza in tutti i suoi settori ‒ Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro ‒ attività espositive, performative, di ricerca e formazione. L’esposizione di architettura è la più rinomata e visitata al mondo e accoglie mediamente 600 mila visitatori da oltre 60 Paesi. Ogni edizione è curata da personalità di spicco del dibattito architettonico internazionale e quest’anno l’onore è toccato a Yvonne Farrell e Shelley McNamara, professoresse ordinarie di Progettazione all’Accademia di architettura dell’USI.

Titolo e tema unificante di questa edizione è Freespace, che viene così motivato dalle curatrici: «Siamo convinte che tutti abbiano il diritto di beneficiare dell’architettura. Il suo ruolo, infatti, è di offrire un riparo ai nostri corpi e di elevare i nostri spiriti. La bella parete di un edificio che costeggia la strada dona piacere ai passanti, anche se non vi entreranno mai. Lo stesso piacere è offerto dalla vista di una corte attraverso un portale ad arco o da un luogo nel quale trovare un punto di sosta per godere di un po’ di ombra o da una nicchia che offre riparo dal vento o dalla pioggia. Ciò che ci interessa è andare oltre ciò che è visibile, enfatizzando il ruolo dell’architettura nella coreografia della vita quotidiana».

La presenza dell’Accademia dell’USI alla Biennale si articola anche grazie alla folta partecipazione di ben 13 professori che vi prenderanno parte in modo attivo: Manuel Aires Mateus, Walter Angonese, Michele Arnaboldi, Valentin Bearth, Riccardo Blumer, Martin Boesch, Frédéric Bonnet, Mario Botta, Francis Diébédo Kéré, Quintus Miller, João Nunes, Valerio Olgiati, Jonathan Sergison. 

Una presenza che testimonia la qualità della didattica dell’Accademia, che si articolerà pure all’interno di una sezione speciale dell’esposizione intitolata The Practice of Teaching. Si tratta di una sezione dedicata al rapporto tra progettazione e insegnamento dell’architettura, che le curatrici indicano come «una componente essenziale per assicurare la continuità della tradizione», in cui «il mondo del fare e del costruire si fonde con il mondo dell’immaginazione».

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