CROGLIO
15.05.18 - 06:310
Aggiornamento 08:43

«Faccio sparare i bambini per evitare incidenti»

Baby tiratori al poligono frequentato anche dallo studente arrestato. Il titolare spiega, ma la Federazione delle società di tiro parla di giungla tra i privati: «Finora è andata bene!»

MADONNA DEL PIANO - Ragazzini che impugnano armi vere e fanno fuoco allo stand di tiro. Non siamo in Texas ma a Madonna del Piano, frazione di Croglio, e più precisamente al Poligono alla Peschiera, finito nelle cronache per essere stato frequentato (almeno una volta) dallo studente 19enne sospettato di preparare una strage alla Commercio di Bellinzona.

Baby tiratori - Invoca il buonsenso il titolare del poligono, Ferruccio Galfetti: «Se un genitore con delle armi in casa ha paura che i figli piccoli possano toccarle, la cosa migliore è far provare il bambino a sparare un paio di colpi… Di sicuro non le sfiorerà più!». Sarà, anche se su youtube circola un filmato di un ragazzino sui 12-13 anni che, accompagnato dal papà, spara di gusto, con armi vere e in un crescendo di potenza, ai bersagli della Peschiera. E alla fine esclama: «Era divertentissimo». 

Provare tutto - Parabellum, pistola, pistola a tamburo e fucile d’assalto in sequenza. Il filmato della prova di tiro - con l’istruttore, va detto, che segue con molta professionalità il giovanissimo -  mostra come l’approccio nel poligono privato non sia graduale. All’obiezione sulla giovane età, il titolare ribatte: «Ma certo che c’è un’età minima anche da noi. Se ti arriva un ragazzino di 10-12 mica gli dai in mano un’arma. Un minorenne può sparare solo se accompagnato da un genitore consenziente. Può provare per acquisire rispetto verso l'arma. Non spara però di sicuro assieme agli altri tiratori».

Non ho l’età - Il nodo, su cui la legge non fa chiarezza, è quello dell’età minima per usare un’arma. A livello di “giovani tiratori”, quindi di società di tiro, bisogna avere almeno 15 anni (ma prima del 2016 erano 17) per poter partecipare e sparare col fucile militare ai corsi organizzati dalle società di tiro. «Con l'istruzione di Gioventù e Sport si parte dagli 8 anni per fucili e pistole ad aria compressa. Dai 10 per il fucile piccolo calibro e tiro con pistola sportiva, mentre per i corsi con la pistola d’ordinanza il minimo è 17 anni» spiega Doriano Junghi, presidente della Federazione ticinese delle società di tiro (FTST).

Nella giungla dei privati - «A livello di privati il gestore può fare ciò che vuole ed è davvero una giungla» commenta ancora il presidente della FTST: «Ci sono - prosegue - poligoni dove si può noleggiare e sparare con qualsiasi arma… Questo è un problema, perché l’attività sfugge a qualsiasi controllo. Diciamolo finora è andata bene». Come Federazione, conclude Junghi,  «insistiamo con il Dipartimento delle istituzioni affinché le regole e la sorveglianza siano le stesse per tutti i poligoni. Che ci sia un ufficio cantonale unico per tutti (anche per i poligoni ad aria compressa). Il problema è creare le basi legali».

Ultime cartucce - Non sembra molto d’accordo, il titolare della Peschiera. «Le leggi nuove e demenziali, come quelle proposte dal comunisti adesso (il Partito Comunista vorrebbe istituire il monopolio statale sui poligoni di tiro, ndr), non servono a un bel niente» ribatte Ferruccio Galfetti. Che conclude: «Le statistiche sulla diffusione delle armi mostrano che più armi ci sono in mano a persone coscienti e libere e meno il delinquente è invogliato a usarne una».

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