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22.02.18 - 11:420
Aggiornamento : 14:46

Giovani in assistenza, ecco chi sono

Uno studio mostra che chi proviene da contesti familiari difficili è più incline a beneficiare di aiuti sociali

BELLINZONA - I giovani che attualmente beneficiano dell’aiuto sociale nella maggior parte dei casi non hanno un diploma di studio di livello post-obbligatorio. Inoltre, gran parte di loro proviene da contesti familiari economicamente, e a volte anche socialmente, molto svantaggiati. È questo il quadro che emerge da uno studio commissionato dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) e condotto dal Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi della SUPSI (CIRSE).

Osservando l’evoluzione della proporzione di coloro che, da minorenni, beneficiavano di aiuti sociali come membri di famiglie in assistenza e quella attuale di chi ne è titolare, lo studio rileva come nella maggior parte dei casi il compimento della maggiore età ha comportato la necessità di richiedere un aiuto individuale. Il fatto di ricevere prestazioni sociali già prima del 2010, quindi in famiglia, predice fortemente il fatto di fruirne successivamente da titolare. Tradotto in poche parole, chi proviene da contesti familiari economicamente difficile è più incline a beneficiare di aiuti sociali.

Differenze si notano anche nel ciclo di studi successivo. Oltre la metà di questi giovani (55%) non ha, a tutt’oggi, conseguito alcun titolo di studio dopo la scuola media. Pochissimi hanno iniziato una scuola medio-superiore e praticamente nessuno l’ha terminata.

Per la maggior parte di questi giovani adulti, dunque, il ricorso all’assistenza sociale non sembra essere unicamente il frutto di scelte formative sbagliate, quanto piuttosto il proseguimento di una traiettoria di vita che, già dall’infanzia, li vedeva fruitori indiretti di sostegno sociale, o comunque in situazione di disagio economico.

Commenti
 
samarcanda 1 anno fa su tio
Ê la grande povertà che crea questi disagi, ma non la si vuol vedere.
samarcanda 1 anno fa su tio
Date lavoro ai Ticinesi e residenti, altrimenti ogni lamentela diventa inutile e dannosa.
Libero pensatore 1 anno fa su tio
Bah, il fenomeno credo sia molto complesso e credo che sostanzialmente sia impossibile stabilire una causa specifica che porta determinati giovani a beneficiare dell’assistenza. Certamente un basso livello formativo unito ad abitudine a ricevere sussidi, come se fosse la normalità, gettano basi piuttosto pessime per il futuro di questi ragazzi. Tuttavia trovate una soluzione valida per tutti sarebbe praticamente impossibile. Bisognerebbe lavorare sui singoli casi ed individuare la strategia migliore per cambiare le cose. Per fare questo però servono risorse.
Thor61 1 anno fa su tio
@Libero pensatore Non varrà certo per tutti, ma se avessero reso più semplice e veramente poco costosa l'istruzione molti giovani non sarebbero a spasso. La formazione costa e lo stato spesso con assurde regole rende più complicato ad alcune situazioni di poter accedere agli studi (Non parlo di apprendistato naturalmente), poi la libera circolazione non ha aiutato la cosa, perchè pur essendo magari bravi lavoratori (Frontalieri) NON hanno la possibilità di insegnare ai nostri giovani non avendone le necessarie autorizzazioni, motivo per cui molte persone preposte ad insegnare sono sparite senza un ricambio degli stessi e la situazione non sembra possa migliorare a breve, per cui spariti quelli attualmente attivi sarà ancora peggio. Poi suppongo, o almeno lo voglio sperare, ;o))) che i fancaxxisti siano una minoranza, altrimenti la situazione sarebbe davvero molto più drastica e preoccupante di quello che è, ma vogliamo dare da "Mangiare" anche all'articolista (Il giornalismo è ben altra cosa) che spacciano una MINORANZA come se fosse la normalità.
Libero pensatore 1 anno fa su tio
@Thor61 Non credo che la conclusione dello studio e che le intenzioni dell’articolosta sia quella di stabilire che coloro i quali beneficiano dell’assistenza siano dei fancazzisti per natura. Penso che l’idea sia piuttosto quella di una questione e psicologica che porta i figli di coloro che sono in assistenza a percorrere la stessa strada dei genitori. Non è certamente una colpa essere in assistenza ed è giusto che lo stato sostenga chi ne ha necessità. Forse però si vuole porre l’accento sul fatto che ricevere dei soldi senza fornire una contropartita alla lunga risulta diseducativo e conduce ad un atteggiamento ultra passivo nei confronti della vita. Sarebbe bene che queste persone avessero comunque un’occupazione, questo però genererebbe ulteriori costi perché se non hanno un lavoro è perché l’economia non produce posti a sufficienze in cui possono essere collocati. Servirebbe una creazione ad hoc di posti di lavoro che non creerebbe però concorrenza a chi un lavoro ce l’ha. Dovrebbe essere lo stato ad occuparsene. I classici lavori di pubblica utilità. Io ti pago, ma tu mi fornisci una prestazione che è di pubblica utilità, visto che in fin dei conti a pagare sono i cittadini.
Thor61 1 anno fa su tio
@Libero pensatore Che TU non lo creda posso esserne anche convinto, ma l'articolista invece in NESSUN modo lo ha fatto notare, per cui e per come è scritto l'articolo questo si evince. Poi come ho già detto prima, parliamo di una MINORANZA e dubito che molti giovani si "Siedano" ad attendere il sussidio (Che seppur utile, non mi pare tutto gran chè di denaro), l'affermazione per cui "Siccome in famiglia c'è un parente in assistenza nasce un problema psicologico per cui i figli seguono le orme dei parenti", ma se fosse così avremmo anche chiuso il ciclo di sviluppo dell'essere umano, ed io non ci credo, anche perchè poi gli aiuti gira e rigira portano sempre ad un UNICO (Almeno per gli indigeni, perchè per i clandestini è tutt'altra storia) importo che lo stato prevede, conosco un nucleo famigliare in cui padre e figlio erano in Assistenza, poi lui ha trovato lavoro ed è uscito dall'assistenza, ora lo stato in base al suo guadagno ha rivalutato (Verso il basso naturalmente ;o)) ) il sussidio al figlio, quindi il budget finale come vedi non cambia. Concordo sull'ultima parte in cui affermi che è lo stato che DEVE porre un rimedio, ma non con lavori di fantasia, ma rimettendo a posto il casino che la stessa politica STATALE ha CREATO in questi ultimi anni, che ha fatto un oceano di danni verso gli indigeni che ne devono pagare anche tutte le conseguenze. Con 65.000 frontalieri e 15.000 disoccupati sarebbe bastato fare un bel 65.000 - 15.000 e NESSUNO (O quasi ;o))) ) sarebbe a casa, in disoccupazione o in assistenza e avremmo ancora 50.000 frontalieri a cui dare un lavoro BEN retribuito e non tutte le porcate che si leggono anche su questo blog in cui si vuol far lavorare persone a meno di 1.000 franchi al MESE.
Libero pensatore 1 anno fa su tio
@Thor61 Purtroppo stai parlando di problemi complessi e solitamente gli stessi possono essere risolti con soluzioni altrettante complesse. L’equazione -15’000 frontalieri = - 15’000 disoccupati nostrani purtroppo non corrisponde alla realtà. In Ticino abbiamo importato aziende “feccia” che producono posto di lavoro con paghe da fame e non sopravviverebbero se avessero così per il perdonali normali (dignitosi per un ticinese per intenderci). Il problema ad ogni modo è mondiale e fonda le proprie radici nel liberismo estremo. Se non cambia il sistema il tutto peggiorerà sempre di più. Poco tempo fa addirittura Bill Gates è arrivato a criticare la politica fiscale di Trump, la quale, in estrema sintesi, mette soldi nelle tasche dei più ricchi e impoverisce i deboli. Ma è a livello globale che devono cambiare le cose. Le economie chiude non esistono più da decenni e le politiche protezionistiche per piccolo stati come il nostro non servono più a nulla. Questo sviluppo della società lo abbiamo determinato tutti noi con le nostre scelte politiche ed economiche. Ora possiamo solo fare autocritica e piangere. Io per lo meno, nel mio piccolo e per quelle che sono le mie limitate conoscente e competenze, ho sempre cercato di votare a favore dei poveri. L’ho fatto contro i miei interessi economici, ma non è mai servito perché sono i poveri stessi a tirarsi la zappa nei piedi.
Thor61 1 anno fa su tio
@Libero pensatore Non sempre per cose complicate servono soluzioni complicate, se si VUOLE davvero fare qualcosa alla fine un sistema lo si trova, il vero problema è che manca questa volontà di fare. Infatti le aziende "Feccia" andrebbero rimandate al loro paesello se vogliono sfruttare lo stato e i lavoratori perchè a noi non portano NULLA, anzi molto spesso incassano dallo stato (Cioè noi) e poi scappano con la cassa, se apri in Svizzera fai paghe da Svizzera a TUTTI. È stata la globalità a combinare tutto il casino e pensare di risolvere a livello globale è assurdo, molti piccoli stati come il nostro mettono PRIMA l'interesse nazionale e stanno benissimo e con economie galoppanti senza impoverire nessuno, anzi,proprio come fanno come i tedeschi e cioè che se una norma europea è controproducente per gli interessi nazionali subentra il diritto tedesco che impedisce alle norme UE di prevalere, pensa che ad altri stati questo non è permesso,come vedi non è indispensabile la soluzione globale, quella è il cappio finale non il rimedio. Per la parte finale credo di capire che voti verso sinistra e capisco il tuo rammarico ma la sinistra da molti anni si è data alla finanza con i nostri soldi e hanno dato sfogo a ruberie varie alla maniera staliniana, voltando le spalle proprio a coloro che una volta aiutavano, infatti molti non si sono ancora accorti (Ed è per questo che si danno la zappa sui piedi ;o))) ) di come siano cambiati i "Comunisti" odierni. Saluti
Libero pensatore 1 anno fa su tio
@Thor61 No, non voto a sinistra. Alle elezioni non voto mai la lista, mentre alle votazioni scelgo secondo il mio libero arbitrio, quindi a volte destra a volte sinistra. Dipende dal tema e dalle varie proposte. Quello che però è certo è che la Svizzera da decenni e oltre è governata da una maggioranza di centro destra e su questo c’e poco da discutere. In Ticino idem con patate, la Lega ha la maggioranza relativa... tuttavia il paese va allo sfascio. Forse il problema non sta solo a sinistra anche se convengo con te quando dici che negli ultimi anni quell’area politica ha preso una deriva preoccupante. Non credo si sia data alla finanza però; secondo me si limita a difendere i dipendenti pubblici e a portare avanti politiche di apertura che sono controproducenti, sia dal punto di vista elettorale che economico. Insomma, sono decisamente fuori tempo
Thor61 1 anno fa su tio
@Libero pensatore Non avendo la sfera di cristallo l'ho buttata li ;o))) A mio parere comunque pur dandoti ragione sulla maggioranza relativa che è a destra (Perchè la gente normale si e rotta le scatole delle idee di sinistra) PURTROPPO la reale maggioranza e quindi coloro che governano il paese (Anche il cantone) sono tutte le altre parti politiche che si definiscono di sinistra, di centro e verdi, che singolarmente sono il nulla o quasi, ma che messi insieme numericamente superano la destra, quindi e vero quando dici che in teoria siamo in un paese di destra, nella realtà quelli che governano realmente sono le sinistre. Ormai è da anni che la sinistra a livello mondiale si è data alla finanza, da noi è solo meno palese, ma sappiamo tutti chi gestisce i clandestini (Clero e sinistra) chi vuole i clandestini, chi in nome di finti ideali ambientali incassa cifre ingenti (Senza far nulla per l'ambiente) chi vuole la libera circolazione pur sapendo che da noi la pratica impoversce gli indigeni, chi vuole far entrare la Svizzera nell'UE pur sapendo che il popolo non lo vuole, chi ha screditato i referendum affossando per l'ennesima volta il risultato popolare, chi truffa (Poste e altro) e non finisce MAI in galera e nemmeno rimborsano il maltolto, questa è il sistema economico che la sinistra ha abbracciato. Saluti
Libero pensatore 1 anno fa su tio
@Thor61 Per me la politica non dovrebbe più essere questione di destra o sinistra ma dovrebbe essere semplicemente una questione e di buoni politici e cattivi politici. E per buoni politici intendo persone competenti e che abbiano principi etici sani. Poi onestamente mi interessa poco che etichetta di partito abbiano appuntata al petto. Peccato che in Ticino queste persone scarseggino, ma tutto ciò è colpa di tutti, sopratutto di coloro che hanno queste qualità ma non si fanno avanti. Abbiamo chi ci meritiamo.
Calotta Polare 1 anno fa su tio
risposta a Laika1, ovviamente.
Calotta Polare 1 anno fa su tio
Perché, non ci sono gli aiuti sociali? Il "case management", la "task force" per l'inserimento professionale, il pretirocinio d'orientamento, il SEMO, il SAE in alcuni casi, "Spazio Ado" in alcuni altri casi e varie altre misure presenti sul territorio non sono delle buone offerte per i nostri giovani? Lei conosce questi servizi?
limortaccituoi 1 anno fa su tio
Ma come? Non era colpa dei frontalieri?
Laika1 1 anno fa su tio
E gli aiuti sociali a questi ragazzi dove sono? Se secondo loro hanno già difficoltà le loro famiglie perche non vengono seguiti già subito dopo le scuole medie con assistenti sociali in modo di almeno avere un piccolo diploma!!!
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