STABIO
27.03.15 - 11:380
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

Vicenda Koskon, le ragioni del sindacato

STABIO - Con il sostegno e la regìa dell’OCST (Segretariato di Mendrisio) i lavoratori della Koscon Industrial SA di Stabio hanno incrociato le braccia ieri sera a partire dalle ore 22.00. Il sindacato spiega in un suo comunicato l'iter della vicenda.

In questa impresa, che occupa circa 160 dipendenti e che è azienda leader nella produzione di lastre e sistemi in policarbonato, è in vigore da più di 25 anni un Contratto Collettivo di Lavoro stipulato con OCST, che prevede condizioni salariali e di lavoro di particolarmente valide e tra le migliori nel Mendrisiotto. In questi ultimi anni sono sorte tra l’impresa e il sindacato alcune incomprensioni, dovute essenzialmente alla diminuzione di competitività, conseguenza di un andamento sfavorevole del mercato e al consistente rafforzamento del franco svizzero a partire dal 2010 con conseguente lievitazione dei costi di produzione.

Il recente ulteriore e repentino apprezzamento del franco svizzero, a seguito dell’abbandono della soglia minima di cambio con l’euro deciso dalla Banca nazionale svizzera è stato motivo di ulteriori discussioni, che hanno portato ad un arroccamento delle parti sulle rispettive posizioni. dall’assemblea Le pretese della direzione, non condivise da OCST, non sono state accolte neanche dall’assemblea del personale, che ha respinto una proposta aziendale, tesa ad un maggiore contenimento dei costi salariali.

Dopo questo rifiuto l’impresa ha proceduto a licenziare sei dipendenti tra i quali figurano lavoratori con alle spalle un lungo percorso di fedeltà all’azienda. Potendo contare sulla solidarietà di tutti i colleghi, con l’inizio del turno notturno di ieri sera l’attività è stata bloccata. L’azione si è rivelata produttiva poiché già nelle prime ore del mattino, dopo un intenso confronto con la direzione, si è ottenuto il ritiro dei licenziamenti e si è giunti ad un accordo per la ripresa del negoziato tra la direzione e l’OCST.

Secondo il sindacato, questa azione riflette il clima di tensione che pervade il tessuto delle imprese dopo la recente decisione della Banca nazionale. Perlomeno nel breve termine e come risposta di emergenza, l’OCST non si oppone in modo assoluto a qualsiasi provvedimento che possa contribuire ad assorbire l’impatto del cambio e a salvaguardare i posti di lavoro. Dove ne è comprovata l’indispensabilità al fine di non compromettere la sopravvivenza dell’azienda e dove i dipendenti non divengono un facile capro espiatorio possono anche essere concordate rinunce transitorie che consentano nel frattempo alle imprese di mettere in atto nuove strategie all’altezza del contesto valutario più difficile. È tuttavia indispensabile che le imprese si muovano

con trasparenza e correttezza. L’OCST, traendo spunto da questa nuova agitazione e costatando la persistenza di altri focolai, sollecita perciò le imprese ad un maggiore senso di responsabilità e ad una intelligente visione di lungo termine nel gestire l’odierno momento valutario.

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