SVIZZERA
14.09.04 - 14:530
Aggiornamento : 13.10.14 - 13:48

Il trionfo del barriques ticinese

Presentati oggi a Lugano i finalisti del concorso per i migliori vini svizzeri. Tra loro ben sette ticinesi, tutti rossi.

LUGANO - Da 3247 vini si è passati, con una prima scrematura, a 975. Di questi, il concorso nazionale della Guida dei vini svizzeri, ne ha premiati 291 provenienti da tutte le regioni del paese.

Da 291 vini si è poi passati, dopo un'ulteriore selezione, a 48. Ed il prossimo 22 ottobre, a Berna, si terrà la fase finale del concorso che decreterà il miglior vino svizzero per ogni categoria.

Per ora, infatti, sono noti solo i 6 finalisti di ognuna delle 8 categorie in concorso: Chasselas, Pinot, bianco, bianco in barriques, vino dolce, rosso, rosso in barriques, rosso in assemblaggio.

Ebbene, di questi 48 vini, ben 7 sono ticinesi. Di questi, 6 (su 6 finalisti, ndr.) sono nella categoria dei vini rossi in barriques ed uno in quella dei vini rossi in assemblaggio. Per il vino ticinese in barriques si tratta dunque di un vero e proprio trionfo. L'en plein.

Vediamo, dunque, i 7 vini ticinesi che parteciperanno alla finale.

Per i rossi in barriques. "Culdrée Merlot 200, Tenuta Vitivinicola Trapletti, Coldrerio (36.- franchi); Gransegreto Merlot Riserva 2001, Fratelli Valsangiacomo SA, Chiasso (34.- franchi); Leneo Merlot Riserva 2001, Fratelli Corti SA, Balerna (38.- franchi); Platinum Merlot 2001, I Vini di Guido Brivio SA, Mendrisio (80.- franchi); Trentasei Merlot 2000, Casa Vinicola Gialdi SA, Mendrisio (85.- franchi) e Vinattieri Merlot 2000, Vinattieri Ticinesi SA, Ligornetto (81.- franchi).

Per i rossi in assemblaggio il finalista ticinese è invece il Malcantone Rosso dei Ronchi 2002, Cantina Monti, Cademario (35.- franchi).

Parla Uberto Valsangiacomo

"In linea di massima - ci spiega Valsangiacomo - si può dire che si tratta del trionfo del barriques ticinese del merlot in purezza. Però attenzione: le aziende ticinesi potevano mandare solo tre vini a testa e la maggior parte di noi ha deciso di mandare solo dei vini barricati. Avessimo mandato tutti anche dei rossi non barricati ci sarebbero sicuramente state altre sorprese. Quando abbiamo ricevuto le richieste dei vini, infatti, non era specificato che sarebbero state fatte delle categorie. Il concorso verrà comunque riproposto, così che ogni due anni potremo avere una fotografia di come evolve la qualità dei nostri prodotti".

I vini finalisti sono davvero i migliori?
"Credo che la giuria ha premiato dei grandi prodotti. Secondo me non ha fatto altro che mettere nero su bianco una graduatoria che era già conosciuta a livello svizzero. Più volte, durante le fiere internazionali, quando, a fiera conclusa, ci si fermava a bere un buon rosso, tra produttori, si finiva negli stand dei rossi ticinesi. Dunque, tra gli stessi produttori, l'idea era che i migliori rossi svizzeri provengono dal Ticino".

Come si spiegano le differnze di prezzo tra questi vini?
"Molto è dovuto al grande lavoro fatto. Il resto è affetto, immagine e marketing".

Il Ticino primeggia tra i rossi, nei bianchi invece siamo messi male: nessuna finalista e nemmeno una gran fama...
"Credo che il Ticino ha una lunga tradizione per i vini rossi. Per i bianchi c'è certamente ancora molto da fare".

...con la fondue e la raclette, in sostanza, è meglio consigliare un bianco vallesano...
"Non mi sento di dirlo perché quello che viene dal Ticino mi sta sempre molto a cuore".

Da quanti anni è buono il merlot ticinese?
"Ci sono aziende molto antiche che proponevano dei vini di altissimo livello già 30-40 anni fa. Non faccio nomi, ma m'è capitato di bere dei merlot del '61 o del '71 assolutamente stupendi. E vero che erano pochi. E dunque venivano diluiti nella massa ed era difficile riconoscerli. Oggi invece a produrre grandi vini siamo in tanti. Questo è molto importante perché la qualità della regione vinicola viene giudicata anche dalla qualità generale del prodotto. Non solo dai produttori di punta".

Come si spiega il successo del barricato anche nel pubblico?
"E' un gusto alla moda, complesso ma al contempo più morbido, fruttato, vanigliato e vellutato. Ma non bisogna fermarsi. I gusti cambiano. Noi, per esempio, ci stiamo accorgendo che il pubblico comincia preferire dei vini che non hanno fatto solo barrique nuova, ma anche dei vini che sono stati allevati in barriques di secondo o terzo passaggio. In questo caso il vino guadagna tantissimo in morbidezza, senza avere quei caratteri di legno che si ritrovano nei vini che sono passati nelle barriques nuove. E la dimostrazione di questo discorso - conclude sponsorizzando il suo prodotto Uberto Valsangiacomo - è il successo che sta avendo il Gran Segreto".

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