Keystone
SVIZZERA
28.10.20 - 11:260

«La SECO ha torto sulle piccole e medie imprese»

Secondo Fabio Regazzi, prossimo presidente dell'USAM, il futuro di molte PMI è a forte rischio a causa della pandemia.

Il direttore della SECO Boris Zürcher aveva dichiarato che la paura di un'ondata di fallimenti è «ingiustificata». Ma Regazzi replica: «La situazione peggiorerà nei prossimi mesi. Un nuovo lockdown va evitato a tutti i costi».

BERNA - Il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI), che oggi pomeriggio sarà con ogni probabilità eletto alla presidenza dell'USAM, esprime forti timori per il futuro delle piccole e medie imprese (PMI). Sulle onde della radio RTS, si distanzia dai propositi di Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO).

Zürcher e Regazzi si sono espressi a pochi minuti d'intervallo durante l'emissione informativa del mattino della radio della Svizzera romanda (RTS).

«La paura di un'ondata di fallimenti è ingiustificata. Non c'è neppure accumulazione di rapporti dei Cantoni concernente licenziamenti collettivi», ha affermato l'esponente della SECO, pur non negando le difficoltà che la crisi da Covid-19 genererà. Tuttavia, i numerosi strumenti messi in campo dalla Confederazione, come il lavoro ridotto, potranno essere d'aiuto.

Il presidente designato dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) è assai meno ottimista. «Temo che la situazione peggiorerà nei prossimi mesi, con il corollario di licenziamenti e perdita di posti di lavoro».

No a un lockdown - Nel giorno in cui il Consiglio federale si appresta ad annunciare nuove misure restrittive per frenare la diffusione del coronavirus, il consigliere nazionale si pronuncia chiaramente contro un confinamento. E precisa che l'USAM, servendosi «dei mezzi democratici di cui dispone», ha fatto pressione in questo senso.

Bisogna evitare troppe restrizioni per «impedire che la situazione (economica) degeneri». Regazzi sostiene del resto che le imprese non sono un luogo di diffusione del virus.

Uomo di dialogo - Il congresso dell'USAM si appresta a eleggere l'imprenditore ticinese oggi pomeriggio. Interrogato da RTS, assicura che curerà un rapporto armonioso con le istituzioni e i partner sociali. «Lo dico prima di essere eletto: cercherò prima di tutto il dialogo», anche con Pierre-Yves Maillard, il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS). La presidenza Regazzi dovrebbe dunque essere meno scontrosa di quella del suo predecessore, l'ex consigliere nazionale Jean-François Rime (UDC/FR).

Il locarnese annuncia anche di voler «ritrovare una buona intesa» tra organizzazioni economiche. Il riferimento, implicito, è agli strappi con economiesuisse, che rappresenta tra l'altro le grandi multinazionali.

No a legge su CO2, sì a ecologia - Regazzi ribadisce gli argomenti che hanno indotto l'USAM a combattere la revisione della Legge federale sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Legge sul CO2). In sostanza, il parlamento ha esagerato con misure che deprimono l'economia. Ma, assicura, il no a questa legge non significa, da parte dell'USAM, un'opposizione a più ecologia.

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