Keystone
SVIZZERA
24.09.20 - 21:050
Aggiornamento : 28.09.20 - 13:04

Giovani per il clima o giovani da divano?

La questione climatica è diventata un tema di grande importanza per i giovani, nonostante la politica sia poco seguita

BERNA - «Per i giovani la questione climatica è diventata un tema di grande rilievo, nonché un punto in cui identificarsi».

È la conclusione a cui è giunto un sondaggio realizzato tra oltre 1'000 giovani tra i 15 e i 25 anni dalla società gfs.bern, per conto di easyvote e della Federazione Svizzera dei Parlamenti dei Giovani (FSPG), che mira ad aumentare la partecipazione giovanile al sistema politico elvetico. Agli scolari sono state chieste le loro preferenze, come partecipano e come si atteggiano nei confronti della politica.

I temi più caldi - La maggioranza dei giovani, il 54%, ha infatti affermato che il cambiamento climatico li interessa personalmente, e lo piazzano in cima alla lista dei temi più importanti per i giovani. Le conseguenze, in termini di impegno politico, sono in parte già visibili. 

Al secondo posto si è situata la parità di genere tra uomini e donne, un'altra tematica che ha fatto scendere in strada a manifestare migliaia di persone, ma che comunque risulta meno marcata rispetto al clima. Lo stesso discorso può essere intrapreso per le questioni relative alla migrazione e all'asilo. D'altra parte, l'interesse per la politica internazionale, considerata nel 2019 tra i temi più rilevanti, è calata.

In generale, l’interesse per i temi politici è rimasto invariato, o è addirittura diminuito. Lo scenario indica quindi, come gli scorsi anni, un calo d'interesse da parte dei giovani svizzeri per le questioni politiche.

I media - I media stanno diventando sempre più “on demand”, con notizie disponibili su richiesta e personalizzate in base alle preferenze del singolo.

Mentre cambia il comportamento della società nei confronti dell'informazione, in generale, e particolarmente tra i giovani, si vive una "deprivazione di notizie" (news deprivation), che significa un calo dell'esposizione alle notizie.

Infatti, mentre nel 2014 il 22% degli intervistati si informava sugli eventi politici più volte al giorno, oggi la cifra ruota attorno al 10%.

Le elezioni - Perché votare?  Secondo il sondaggio, i motivi chiave sono la rappresentanza degli interessi dei giovani in Parlamento, e il fatto che il diritto di voto sia un importante diritto civile. Ciononostante, solo una minoranza continua ad affermare che le decisioni del Parlamento sono rilevanti per la propria vita personale.

Questo è importante perché chi non pensa che la politica riguardi anche sé stesso, non vi parteciperà, e spiega in parte la bassa partecipazione giovanile alle votazioni. Per quanto concerne le affermazioni negative, l'idea che nessun partito risponde ai propri interessi personali è l'opzione che ha raccolto il maggior numero di assensi.

Rispetto al 2018, molti più intervistati sono inoltre dell’idea che i politici falliscano nel loro intento e non mettano realmente in atto la volontà della popolazione.

Impegno politico - Nonostante l'impronta lasciata dagli scioperi per il clima, la percezione del proprio impegno politico nel 2019 non ha subito un grande cambiamento rispetto al 2018: è infatti sempre il 20% degli intervistati a dichiararsi abbastanza o molto impegnato a livello politico.

«L’aumento dell’interesse politico nei confronti di singoli temi, come nel caso dello sciopero per il clima, non va dunque di pari passo con un aumento (della percezione) dell’impegno personale», ha spiegato gfs.bern. Tuttavia, c'è una «crescita della motivazione nei confronti di avvenimenti concreti che vanno oltre alla questione climatica, come lo sciopero delle donne, la presidenza di Trump o le questioni relative all’Unione europea» ha concluso la società.

Commenti
 
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Don Quijote 1 anno fa su tio
Tanto il clima va per conto suo indipendentemente dalla volontà politica o dalla CO2 antropica, l'ideologia serve per dirottare il consumatore verso il consumo di energia prodotto in casa con l'idroelettrico e il nucleare. Tra 30/40 anni entreranno in funzione i primi reattori a fusione nucleare in grado di produrre enormi quantità di energia a basso prezzo e con un impatto ambientale minimo, parallelamente ci saranno anche accumulatori ad alta densità invece delle attuali batterie poco performanti, costose e molto inquinanti. A quel punto bisognerà trovare un altro capro espiatorio per continuare a mungere tasse e spiegare il naturale cambiamento climatico incolpando Calimero.
don lurio 1 anno fa su tio
Il sondaggio speriamo che l'hanno fatto ai giovani /verdi /socialisti comunisti che durante il giorno e la notte si trovano sulle piazze spiagge o disco bar lasciando l'immondizia/orinate / sparsa nei luoghi pubblici e privati.
Galium 1 anno fa su tio
Piaccia o meno i giovani di oggi sono più responsabili di quelli dei decenni precedenti. Una ragione di più per concedere il diritto di voto ai sedicenni.
seo56 1 anno fa su tio
Giovani da piazza e protesta, da discoteca, ecc. ecc.
sedelin 1 anno fa su tio
forza giovani, il futuro é nelle vostre mani!
sedelin 1 anno fa su tio
che brutto titolo!
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