Keystone
SVIZZERA
09.02.20 - 14:440
Aggiornamento : 16:21

«Un forte segnale contro l'omofobia»

Il popolo svizzero ha approvato l‘ampliamento della norma penale antirazzista con oltre il 60% di voti favorevoli

BERNA - Quello espresso oggi dal popolo svizzero è «un forte segnale contro l'omofobia». Parola della comunità LGBT svizzera che non può che essere felice per il risultato delineato oggi dalle urne: più del 60% degli svizzeri ha infatti approvato l'ampliamento della norma penale antirazzista. «Centinaia di migliaia di lesbiche, gay e bisessuali, nonché le loro famiglie e amici possono festeggiare il risultato odierno», precisano i coordinatori della campagna. «In futuro l'odio e le discriminazioni contro le persone LGBT verranno puniti».

Il risultato di oggi è un chiaro segnale contro l'omofobia: «Oggi non si sono rafforzati unicamente i diritti di lesbiche, gay e bisessuali, ma quelli di tutte le minoranze. Il popolo svizzero ha detto chiaramente di volere una società aperta, tollerante e priva di odio», sottolinea Laura Riget, coordinatrice della campagna per la Svizzera italiana. 

Prossimi passi - Durante la campagna, gli attivisti hanno distribuito centinaia di migliaia di volantini nonché organizzato decine d'incontri e dibattiti sul territorio. In tutta la Svizzera sono anche state appese 20'000 bandiere-arcobaleno. «Questo chiaro sì fuoriuscito dalle urne lo dobbiamo al grande impegno della comunità LGBT, che ha sensibilizzato e mobilizzato l’opinione pubblica» commenta Joana Bienert, membro del coordinamento di "Imbarco Immediato" che pensa già al prossimo passo. «Ora vogliamo usare questo entusiasmo per affrontare le prossime sfide che ci attendono: la rilevazione statistica dei crimini d’odio, il matrimonio per tutti, l’adozione per coppie omosessuali e il cambiamento facilitato del sesso nel registro dello stato civile».

Secondo Florian Vock, dell'associazione Pin Cross, il nuovo articolo deve essere integrato in modo concreto: «Polizia e procuratori devono sapere come viene applicata la legge». Dal canto suo, il co-presidente del comitato dei favorevoli Matthias Erhardt ha ribadito nel comunicato che ora «bisogna mettere in atto l'estensione della norma e registrare sistematicamente i crimini d'odio nelle statistiche».

Soddisfatta anche l'organizzazione Amnesty, secondo cui il "sì" odierno rappresenta «un passo importante verso una protezione estesa dei diritti della comunità LGBT».

Amnesty ricorda che la Svizzera si colloca attualmente al 27esimo posto su 49 Paesi europei in una speciale classifica riguardante l'atteggiamento nei confronti della comunità LGBT. La decisione del popolo elvetico permetterà di modificare la situazione per quanto riguarda la protezione da discorsi d'odio. Tuttavia, nota l'organizzazione, l'identità di genere non è ancora coperta dalla norma penale estesa. Il "sì" all'articolo sulla discriminazione è allo stesso tempo un "sì" ai diritti umani, ha scritto dal canto suo Terre des Hommes Svizzera in un comunicato.

 

 

Commenti
 
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curzio 8 mesi fa su tio
Una giornata triste per tutti gli omofobi e bigotti!
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