Keystone
GINEVRA
15.01.19 - 23:050
Aggiornamento : 16.01.19 - 16:05

Pierre Maudet mantiene la fiducia del partito

Con 341 sì, 312 no e 56 astensioni il PLR ha confermato il sostegno al consigliere di Stato

GINEVRA - Di misura, ieri i delegati del PLR ginevrino hanno testimoniato fiducia al loro consigliere di Stato Pierre Maudet, al centro di indagini in particolare per accettazione di vantaggi. La presidenza del partito, che auspicava le dimissioni del magistrato, rinuncia al proprio mandato. Intanto oggi Maudet ha inoltrato al ministero pubblico una domanda di ricusazione dei procuratori che indagano sul suo viaggio controverso del 2015 ad Abu Dhabi, vicenda poi seguita da altre rivelazioni compromettenti.

Riuniti ieri sera in assemblea straordinaria, i delegati, con 341 voti contro 312 e 56 astenuti, hanno rinnovato il loro sostegno al magistrato.

L'assemblea era stata convocata su richiesta dei sostenitori dello stesso Maudet, per i quali era fondamentale che i militanti potessero esprimersi. La direzione della sezione ginevrina del partito aveva invece già deciso: il 3 dicembre aveva chiesto formalmente al consigliere di Stato di assumere le sue responsabilità e di rassegnare le dimissioni dall'esecutivo cantonale. Poco prima, il 28 novembre anche il comitato direttivo del PLR svizzero aveva invitato Maudet a dimettersi.

PLR svizzero: Maudet si dimetta

Contattato oggi da Keystone-ATS, il partito nazionale afferma di rimanere fedele alla posizione dello scorso autunno. "L'assemblea di ieri ha soprattutto messo in evidenza il fatto che Pierre Maudet, con il suo comportamento, divide e nuoce al PLR di Ginevra", scrive la formazione politica, aggiungendo che seguirà da vicino la campagna della sezione in vista delle elezioni federali di ottobre. "Gli elettori hanno capito che il comportamento di Maudet non riflette in alcun modo i valori del PLR", dichiara il partito.

Maudet: non sono infallibile

Il "ministro" cantonale, che ha sempre resistito alle pressioni venute dal suo partito, ha affermato che terrà conto del voto dei delegati. Intervistato stamani dalla radio romanda RTS ha ammesso che il sostegno ricevuto è misurato, ma resta il fatto che la maggioranza gli ha accordato fiducia. Il voto, a suo avviso, va interpretato anche come un segnale alla direzione, che negli scorsi mesi non ha gestito correttamente la crisi nata dal suo controverso viaggio negli Emirati Arabi.

Davanti ai delegati Maudet ha detto di essere cosciente dello scompiglio creato nel suo partito. "Bisogna essere esemplari, ma ciò non significa essere infallibili", ha tuttavia aggiunto. Prima del voto dei militanti, il consigliere di Stato ha chiesto loro se i dodici anni di lavoro per la città di Ginevra prima e il cantone poi potessero essere completamente cancellati.

Due fronti opposti inconciliabili

Già durante l'assemblea, i delegati sono apparsi divisi e poco ricettivi nei confronti degli argomenti sviluppati dal campo opposto. I sostenitori di Maudet hanno messo in risalto il ruolo di locomotiva elettorale del magistrato, ritenendo inimmaginabile abbandonarlo, quando la giustizia ancora non si è pronunciata.

Le persone favorevoli alle dimissioni del consigliere di Stato, hanno invece insistito sulle sue ripetute menzogne. "Hai mentito al consiglio di Stato, alla commissione di controllo del Gran Consiglio, alla stampa e all'opinione pubblica", ha rilevato il consigliere nazionale Christian Lüscher, che è pure membro del comitato direttivo del PLR ginevrino.

Le bugie al centro della discordia

In un primo tempo, Maudet aveva affermato che il suo viaggio negli Emirati, con la sua famiglia e il suo capo di gabinetto, era stato di natura privata ed era stato offerto da un suo amico. In seguito si è poi saputo che il soggiorno ad Abu Dhabi aveva un carattere ufficiale ed era stato pagato dallo sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan.

I sostenitori di Maudet hanno minimizzato questo strappo alla verità. Uno di loro ha persino affermato che tutti i consiglieri di Stato una volta o l'altra hanno mentito. Questa dichiarazione ha fatto reagire l'ex consigliera di Stato ginevrina Martine Brunschwig Graf. "No, non è normale mentire per un magistrato", ha dichiarato.

Diversi oratori si sono anche dichiarati scioccati dalle rivelazioni seguite alla vicenda del viaggio, quali l'esistenza di associazioni segrete a sostegno di Maudet e le "acrobazie finanziarie" del magistrato per ottenere deduzioni fiscali. È di una settimana fa la notizia di un ulteriore problema per Maudet: la procura cantonale si sta infatti interessando ai rapporti tra il consigliere di Stato e il gruppo alberghiero Manotel, sospettando una seconda accettazione di vantaggi.

Presidenza del PLR ginevrino si dimette

Conformemente a quanto annunciato in precedenza, prendendo atto del voto dell'assemblea, contrario agli auspici della direzione del partito, il presidente del PLR ginevrino Alexandre de Senarclens ha confermato che lascerà il suo incarico. La designazione del nuovo presidente potrebbe avvenire all'inizio di marzo. "Il PLR è messo male. È invischiato in una vicenda che rischia di non finire più", ha detto de Senarclens rammaricandosi per il fatto che Maudet "non ha più alcuna considerazione per il partito".

Il consigliere di Stato vede le cose in altro modo: la nuova presidenza dovrà affrontare un discorso di fondo e riunire i membri attorno ai valori del partito, ha detto alla RTS.

Chiesta ricusazione dei procuratori

Maudet oggi ha agito anche sul piano legale. Attraverso i suoi avvocati, ha inoltrato al ministero pubblico una domanda di ricusazione dei procuratori che stanno istruendo il dossier legato al viaggio negli Emirati. Il "ministro" rimprovera alla procura di aver trasmesso al Consiglio di Stato, lo scorso 9 gennaio, estratti di un verbale di un'audizione nei quali ammette di aver avuto un comportamento indegno della sua funzione. Potrebbe trattarsi di violazione del segreto d'ufficio, hanno comunicato i legali di Maudet.

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