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SVIZZERA
08.12.17 - 18:130
Aggiornamento : 09.12.17 - 11:00

«Contro l'Immigrazione di massa», si comincia al primo luglio 2018

Il Consiglio federale ha stabilito delle tappe: fino al 2020 l'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti riguarderà solo quelle professioni che registrano un tasso di disoccupazione dell'8%

BERNA - L'obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC), principale misura d'attuazione della norma costituzionale sull'immigrazione, verrà introdotto a tappe. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale approvando le relative ordinanze.

La legge d'applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" è stata adottata dal Parlamento un anno fa e, contrariamente agli auspici degli iniziativisti, non prevede né soglie di immigrazione, né tetti massimi né contingenti. Le Camere federali hanno infatti preferito limitare l'immigrazione dai Paesi europei incitando i datori di lavoro a reclutare disoccupati piuttosto che ricorrere a manodopera estera.

Concretamente, in caso di disoccupazione superiore alla media in gruppi professionali, settori di attività o regioni economiche, i datori di lavoro dovranno annunciare gli impieghi vacanti agli URC. Il Parlamento ha lasciato al governo il compito di fissare la soglia. Oggi l'esecutivo ha stabilito che l'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti sarà introdotto il primo luglio 2018 su scala nazionale per le professioni che registrano, a livello svizzero, un tasso di disoccupazione pari o superiore all'8%.

Tale percentuale sarà ridotta al 5% dal 2020. In una conferenza stampa, la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha spiegato che il governo ha agito in questo modo per tener conto dei pareri emersi durante la procedura di consultazione. Dodici Cantoni proponevano infatti una soglia dell'8% con successiva riduzione. Nove Cantoni e le associazioni dei datori di lavoro appoggiano un valore pari ad almeno l'8%. Tre Cantoni (JU, NE e TI) e i sindacati auspicavano invece un valore del 5%, così come proposto dal governo in giugno.

Da luglio, l'accesso alle informazioni riguardanti i posti annunciati dei settori professionali coinvolti sarà così limitato per cinque giorni ai soli registrati presso il servizio pubblico di collocamento. Si tratta di circa 204'000 persone in cerca d'impiego (dato di novembre). In base alle stime, con una soglia dell'8%, l'11% dei posti vacanti - ossia 75 mila su 700 mila - dovrà essere annunciato agli URC (31% - ossia 218 mila - con un limite del 5%).

Da notare che se l'obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC) fosse stato in vigore nel 2016, i generi professionali interessati, ossia quelli con un tasso di disoccupazione superiore all'8%, sarebbero stati 27 su 383. Con una soglia al 5% sarebbero 88, ha indicato il segretario di Stato alla migrazione (SEM) Mario Gattiker.

Il tasso di disoccupazione di riferimento sarà quello nazionale, e non quello in una determinata "regione economica". Per l'esecutivo quest'ultima possibilità è stata scartata per ragioni pratiche. I Cantoni potrebbero chiedere alla Confederazione di introdurre l'obbligo di annuncio se la disoccupazione dovesse superare la soglia prevista sul loro territorio per determinate professioni.

Gli impieghi di breve durata - 14 giorni o un mese a seconda della variante che verrà scelta - non saranno invece sottoposti all'obbligo di annuncio. Esentati dalla pubblicazione anche i posti vacanti in un'impresa attribuiti internamente (come assunzione di apprendisti o promozioni interne) e le assunzioni di famigliari.

Il governo ha anche approfittato dell'occasione per perfezionare la cooperazione tra i servizi sociali cantonali e URC. In futuro, ha spiegato Sommaruga, le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti idonei per il mercato del lavoro andranno annunciati presso gli Uffici di collocamento. Ottengono così maggiori possibilità di essere integrati nel mercato del lavoro in modo mirato e durevole.

Commenti
 
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Bandito976 2 anni fa su tio
Il popolo é sovrano. Giá, a prenderlo in quel posto
Mag 2 anni fa su tio
Senza inserire nei calcoli di disoccupazione le persone in assistenza, non si arriverà mai all'8% e comunque, se si arrivasse al 5%, vorrebbe dire che lo Stato del Canton Ticino (o la Confederazione Elvetica) non esiste più. E' una presa in giro al Popolo che qualcuno li "in alto" non lo vuole più' Sovrano ma solo pecora ... o capra se preferite.
MrBlack 2 anni fa su tio
Ahahahahahahahahah.....molto utile andare a votare per poi essere presi in giro così...ma quale democrazia diretta...un vergognoso teatrino
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