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SVIZZERA
09.10.14 - 15:300
Aggiornamento : 30.08.18 - 09:04

Cure ambulatoriali, Santésuisse vuole i soldi dei Cantoni

Per le assicurazioni malattia "un finanziamento è indispensabile"

BERNA - I Cantoni devono partecipare ai costi dei trattamenti ambulatoriali nella stessa misura in cui coprono quelli nel settore delle cure stazionarie, ossia con una quota del 55%. È la proposta formulata oggi a Berna dall'associazione degli assicuratori malattia santésuisse, a dieci giorni dalla bocciatura della cassa pubblica alle urne.

Sempre più spesso anche gli interventi complessi vengono effettuati ambulatorialmente e i pazienti rientrano al loro domicilio lo stesso giorno, ha rilevato la direttrice di santésuisse Verena Nold davanti ai media. Ancora pochi anni fa i pazienti restavano in ospedale alcuni giorni e le casse malattia si accollavano al massimo la metà dei costi.

 

Poiché i Cantoni non partecipano ai costi delle cure ambulatoriali in nosocomio o presso gli studi medici privati, sono gli assicurati a pagare per questo cambiamento di prassi. E ciò rappresenta una delle principali cause per l'aumento dei premi, ha affermato al Nold.

 

Per santésuisse "un finanziamento identico" è "indispensabile". "A medio termine i Cantoni non potranno evitare di partecipare anche ai costi ambulatoriali", ha insistito la direttrice dell'organizzazione.

 

Una mozione in questo senso è stata depositata alle Camere federali già nel marzo 2013 dal gruppo PPD. Il Consiglio nazionale l'ha accettata a grande maggioranza il 9 settembre scorso nonostante il ministro della sanità Alain Berset avesse messo in guardia dalla prevedibile mancanza di sostegno dei Cantoni.

 

Verena Nold ha pure criticato il fatto che i Cantoni siano al contempo responsabili della pianificazione ospedaliera, della promozione economica, "arbitri" e proprietari di nosocomi. Infine santésuisse suggerisce di ammorbidire l'obbligo di contrarre per i nuovi medici nei cantoni con una forte densità di dottori.

 

Per i Cantoni le proposte dell'organizzazione sono "premature", ha dichiarato all'ats il segretario centrale della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) Michael Jordi. "Non chiudiamo categoricamente la porta alla discussione, ma bisogna dapprima analizzare le conseguenze del nuovo finanziamento ospedaliero introdotto nel 2012", ha aggiunto spiegando che "non abbiamo ancora molte informazioni su tale cambiamento e dei ricorsi sono pendenti al Tribunale amministrativo federale".

 

I cantoni hanno stimato a un miliardo di franchi l'anno la fattura che comporterebbe una ridistribuzione dei costi come chiesta da santésuisse. Ed evidentemente se pagheranno di più vorranno anche avere più voce in capitolo, ha rilevato Jordi.

 

Durante la discussione della mozione al Consiglio nazionale, Berset aveva indicato che sono già state elaborate delle varianti e che la strategia "Sanità 2020" prevede nuove soluzioni per il settore ambulatoriale. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.

 

ATS

 

 

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