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Le aziende specializzate in coworking sono ottimiste nonostante la pandemia.
SVIZZERA
25.01.21 - 11:330

L'ottimismo delle aziende di coworking, nonostante il Covid

A loro avviso la tendenza al telelavoro conferma le buone prospettive per questa attività

ZURIGO - Il ritorno al semiconfinamento in Svizzera non fa paura ai gestori di spazi di coworking (condivisione di ambienti lavorativi), la cui fiducia rimane incrollabile anche in tempi di crisi pandemica.

A loro avviso la tendenza al telelavoro conferma le buone prospettive per questa attività, più orientata ai servizi che alla locazione puramente immobiliare. IWG, uno dei giganti del ramo in Svizzera, non ha perso il suo ottimismo, nonostante le nuove restrizioni imposte dal Consiglio federale una settimana fa. «Vista la domanda siamo fiduciosi per il 2021», ha detto all'agenzia Awp uno dei dirigenti della società, Philippe Peress.

Filiale di una multinazionale lussemburghese, IWG Switzerland controlla i marchi Regus, Spaces e Signature. L'impresa ha 85 dipendenti e gestisce circa 50 centri con 80'000 metri quadrati di spazio per uffici. L'anno scorso i ricavi sono diminuiti leggermente, ma vi è stata una compensazione sul fronte delle uscite, affermano i vertici, senza però fornire cifre precise.

Gli spazi IWG sono rimasti aperti durante la crisi pandemica, malgrado il declino dell'attività economica. A soffrire sono state soprattutto le aree aeroportuali, colpite dal drastico calo del traffico aereo; d'altra parte i centri vicini alle zone residenziali hanno visto un aumento del tasso di occupazione, sottolinea Peress.

Il coronavirus non ha raffreddato l'ardore dell'azienda, i cui piani di espansione vengono mantenuti, nonostante un certo rallentamento della tabella di marcia. Entro la fine dell'anno, la superficie totale sarà aumentata di 15'000 metri quadrati rispetto allo stato precedente alla crisi. Due nuovi siti saranno inaugurati a breve. Il numero di dipendenti è invece diminuito nel 2020 e dovrebbe rimanere stabile quest'anno. Grazie soprattutto alle campagne di vaccinazione, IWG si aspetta che la situazione economica generale migliori nel 2021.

Gotham - altro operatore del settore - sottolinea come i suoi nuovi spazi siano ora adattati ai criteri di distanziamento sociale: «Siamo convinti che il coworking sia il futuro del mondo del lavoro: la pandemia ha accelerato questa consapevolezza a livello globale», afferma direttore generale Guilhem Sirven. In seguito all'esplosione dell'home office le grandi imprese stanno pensando d'investire in questo tipo di approccio, in modo da evitare costose locazioni.

Quest'ultima tendenza viene notata anche da IWG. «Stiamo sviluppando la nostra offerta per i grandi gruppi che non vogliono più avere un ingresso nominativo, ma desiderano acquistare, per esempio, 10'000 giorni di accesso», spiega Philippe Peress.

Gotham ha chiuso alcuni centri allo scoppio della crisi per rispettare le misure restrittive, cosa che ha provocato una perdita dal 20% al 30% del fatturato. Per il personale interessato sono state messe in atto misure di riduzione dell'orario di lavoro.

Secondo il direttore generale Guilhem Sirven, la ripresa dovrebbe arrivare nel 2021, nonostante il ritorno al lockdown. «Sperimenteremo un inizio d'anno complicato, con il semiconfinamento che impedisce lo svolgimento di eventi», osserva il manager. «Tuttavia ci aspettiamo un buon anno, grazie a una ripresa in estate».

L'ottimismo di questi dirigenti viene un po' relativizzato da Alexander Lohse, esperto del settore immobiliare presso Credit Suisse. «Il 2020 per il coworking continuerà a essere difficile, poiché la gente dovrebbe ancora rimanere a casa e probabilmente preferirà non spostarsi per mantenere le distanze sociali». Ma appena il Covid-19 sarà alle spalle la situazione diventerà assai diversa. «La tendenza a lungo termine è favorevole». Nel frattempo stando all'esperto gli operatori più grandi sopravviveranno, mentre quelli più piccoli - o quelli per i quali il coworking non rappresenta il fulcro della loro attività - vivranno momenti difficili.

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