Keystone
Un deserto Hotel de la Paix a Ginevra, durante una conferenza stampa di Hotelleriesuisse (foto d'archivio).
SVIZZERA
09.08.20 - 20:420
Aggiornamento : 22:53

Hotel svendesi, causa Covid-19: «Fra i più colpiti Vallese e Ticino»

Sono decine gli hotel svizzeri in vendita e nei prossimi mesi saranno ancora di più, lo sostengono gli esperti

Interlocutoria la posizione di Hotelleriesuisse: «Il coronavirus influenzerà il settore, solo non sappiamo ancora come»

ZURIGO - Ci sono sempre più hotel sulla piazza, anche grazie alla pandemia. È quello che sostiene un articolo pubblicato oggi sulle pagine della SonntagsZeitung, che ha voluto tastare il polso del mercato della compravendita alberghiera in Svizzera.

Attualmente le strutture in vendita sarebbero decine: «Siamo decisamente molto impegnati in questo momento», conferma Jürg Zumkehr di Hotelforsale.ch, «solo il mese scorso abbiamo completato 3 vendite».

Fra i cantoni con più strutture in vendita, stando al portale Newhome che ne conta più di 200, c'è il Vallese (circa 91), seguito da Berna (41) e Ticino (31). Per Vaud e Ginevra, invece, 12 alberghi ciascuno. Si tratta di uno scorcio, questo, puramente indicativo che però riassume bene un fenomeno reale.

«La crisi causata dal Covid-19 ha colpito duramente i cantoni che puntano di più sul turismo, come Vallese e Ticino», conferma Zumkehr che spiega come le strutture più interessate siano quelle legate al turismo stagionale. Non sono però risparmiati nemmeno gli alberghi cittadini o quelli per i meeting di affari. Secondo gli esperti si tratta comunque solo dell'inizio: «Nei prossimi sei-dodici mesi il totale aumenterà in maniera importante».

E comunque chi li compra c'è (quasi) sempre: «L'interesse è molto alto, sia dagli acquirenti svizzeri ma anche dall'estero. Piacciono molto agli investitori asiatici, russi, turchi e israeliani. È vero che la pandemia sta rendendo difficile questo tipo di transazioni, non sempre è facile per gli interessati recarsi in loco per valutare l'acquisto».

Non conferma la tendenza - né si sbilancia - Hotelleriesuisse, che non tiene nessun registro dei "passaggi di mano" degli hotel: «Vista la situazione delicata è comunque difficile fare previsioni a medio e lungo termine», conferma al domenicale un portavoce che puntualizza come il 96% delle strutture elvetiche ha già attivato qualche forma di lavoro a orario ridotto. «Sicuramente il coronavirus influenzerà il settore. Come, però, è ancora troppo presto per dirlo».

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