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VAUDGambiano morto in cella, niente processo

12.12.23 - 17:31
La giustizia ha deciso di archiviare la morte del giovane, deceduto nel 2017 a causa di un attacco di epilessia: «Circostanze sfortunate».
Deposit (archivio)
Fonte ats
Gambiano morto in cella, niente processo
La giustizia ha deciso di archiviare la morte del giovane, deceduto nel 2017 a causa di un attacco di epilessia: «Circostanze sfortunate».

LOSANNA - La giustizia vodese ha archiviato il caso della morte di un giovane gambiano, deceduto nel 2017 a causa di un attacco di epilessia mentre si trovava in detenzione in una cella della stazione di polizia della Blécherette, a Losanna. La famiglia della vittima ha comunque già inoltrato ricorso contro la decisione.

Secondo il decreto d'abbandono, approvato dalla procura il 15 novembre e di cui ha riferito ieri la RTS, la morte del 23enne è dovuta a un susseguirsi di «circostanze sfortunate». Nessun comportamento specifico ha quindi avuto un ruolo diretto e imputabile nella tragedia. «Questa decisione deve essere annullata», ha dichiarato oggi a Keystone-ATS l'avvocato della madre della vittima. «Riteniamo che ci debba essere come minimo un processo pubblico», ha spiegato il legale, stando al quale nella vicenda sono state commesse una serie di gravi negligenze, sia da parte di medici che di poliziotti. Il dossier passa ora al Tribunale cantonale.

La vicenda - I fatti risalgono all'ottobre del 2017. L'africano viveva in un foyer a Crissier (VD) ed era stato fermato il 22 dalle guardie di confine alla stazione di Losanna in possesso di una piccola quantità di marijuana. Gli agenti lo avevano confuso con un omonimo, che doveva essere prima trasferito a Lucerna e poi allontanato verso l'Italia.

A causa di un malessere (nausea e vomito), il gambiano è stato poi portato all'Ospedale universitario di Losanna (CHUV) per dei controlli e, una volta dimesso, posto in custodia alla Blécherette. Nessuno è però stato informato del suo stato di salute. La mattina del 24 il giovane, che era costantemente filmato dalle camere presenti nella sua cella, è stato colto da una crisi epilettica durata circa un'ora e mezza ed è morto, senza che qualcuno intervenisse.

Un agente della polizia vodese, incaricato della sorveglianza, è stato inizialmente accusato di omicidio colposo per non essersi accorto di quanto stava accadendo. Tuttavia, al termine dell'inchiesta si è poi optato per un decreto d'abbandono.

Secondo il Ministero pubblico, nemmeno ai medici può essere rimproverata una mancanza di comunicazione, visto che il personale del CHUV ha semplicemente rispettato le direttive sul segreto medico. «È innegabile che non si possa stabilire un nesso di causalità tra il trattamento in ospedale e la successiva morte alla stazione di polizia», si legge nel documento.

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