20minuten
BERNA
22.12.20 - 23:350

Richiedente asilo muore in un taxi, la famiglia chiede giustizia

La SEM è accusata di aver trascurato i problemi di salute dell'uomo, non facendo intervenire un'ambulanza.

Il Ministero pubblico bernese ha aperto un'inchiesta per far luce sull'accaduto.

BERNA - Lunedì pomeriggio, un gruppo di persone in lutto si è riunito davanti all'edificio principale della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a Wabern, vicino a Berna. Con candele, bandiere e striscioni, le circa 30 persone presenti hanno richiamato l'attenzione su una morte ancora inspiegabile avvenuta poche settimane fa in un taxi a Lyss (BE).

Insieme, i presenti hanno invitato le autorità a indagare a fondo sulla morte del loro fratello, amico e conoscente Sezgin Dağ (41). E soprattutto, hanno chiesto che «i responsabili rendano conto di quanto accaduto davanti alla giustizia».

Secondo i manifestanti è chiaro che il 41enne, ospitato come richiedente asilo presso il Centro federale per richiedenti asilo di Lyss, non sarebbe dovuto morire la notte del 13 novembre. «Abbiamo seri dubbi sul fatto che Sezgin abbia ricevuto cure mediche adeguate al suo delicato stato di salute», hanno sottolineato parenti e amici a 20 Minuten.

Ma cosa è successo nelle ore prima della morte? Sia i familiari che la SEM confermano che l'uomo aveva visitato l'ospedale di Aarberg il giorno prima. Dağ, che aveva avuto problemi a causa di un attacco bomba dell'IS avvenuto in Turchia il 2015, lamentava intorpidimento al braccio e alla mascella, bruciore di stomaco, mal di gola e mal di stomaco.

Taxi invece dell'ambulanza - «Il medico responsabile ha diagnosticato un mal di stomaco e aritmia cardiaca causati della bevanda energetica che avevo bevuto in precedenza», hanno spiegato i parenti di Dağ. Gli è stato prescritto un Dafalgan ed è stato rimandato al centro asilanti. La SEM conferma che Sezgin Dağ è tornato al centro di Lyss il giorno stesso. «Durante la notte, è stato riferito che il residente ha avuto di nuovo problemi di salute», spiega la portavoce della SEM, Emmanuelle Jaquet von Sury. «Quindi è stato organizzato un altro trasporto ospedaliero».

I familiari, tuttavia, criticano il fatto che non esista un vero e proprio "trasporto ospedaliero": «In questa situazione, critica e pericolosa, il responsabile del centro ha chiamato un taxi invece di un'ambulanza». L'uomo sarebbe stato rimandato all'ospedale da solo. Tuttavia, il 41enne non è mai arrivato a destinazione. Sezgin Dağ è morto nel taxi intorno alle 0:20 del mattino.

La SEM ha confermato che il "trasporto ospedaliero" è effettivamente avvenuto in taxi. Ma le autorità federali respingono le accuse dei parenti. Inoltre, la SEM precisa: «Come per una persona residente in Svizzera, si decide in base alla situazione. In questo caso, sulla base della storia pregressa dell'uomo, non è stata chiamata nessuna ambulanza, così come si era fatto nel pomeriggio».

Mentre per la SEM il caso sembra chiuso, il Ministero pubblico del canton Berna ha aperto un fascicolo su "Sezgin Dağ". La questione è attualmente trattata come una cosiddetta morte straordinaria.

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