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VALLESE
19.02.19 - 15:560
Aggiornamento : 18:14

Valanga investe gli sciatori sulla pista a Crans-Montana

Secondo il sindaco fra le 10 e le 12 persone sarebbero rimaste sepolte. «C'è una quantità incredibile di neve: 2 metri di spessore per 300 di lunghezza»

CRANS MONTANA - Una valanga ha investito diverse persone su una pista della stazione sciistica vallesana di Crans-Montana. Sul posto sono all'opera i servizi di soccorso, riferisce la polizia cantonale.


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L'ufficio di comunicazione di Crans-Montana ha indicato che la valanga si è staccata «sulla pista Kandahar», a circa 2500 metri d'altitudine. «L'allarme è stato lanciato alle 14:23», ha aggiunto.

I soccorritori sono al lavoro insieme ai cani per cercare di estrarre dalla neve le persone rimaste travolte. Ma le operazioni sono difficoltose e non è possibile stabilire il numero esatto di persone coinvolte. «Ce ne potrebbero essere quindici come nessuna - spiega un soccorritore raggiunto al telefono da Le Nouvelliste -. Le ricerche sono molto difficili. C'è una quantità incredibile di neve: due metri di spessore per 300-400 metri di lunghezza. È una valanga primaverile, molto compatta». La slavina «ha travolto una pista delimitata e nessuno degli sciatori era in possesso di rilevatori di valanghe».


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Secondo il sindaco della località vallesana Nicolas Féraud, citato da Le Nouvelliste, sarebbero fra le dieci e le dodici le persone rimaste sepolte. «Siamo sotto shock e speriamo in un esito positivo per loro», dice.

Militari presenti sul posto per la gara valida per la Coppa del mondo di sci femminile - prevista nel weekend - aiutano a bloccare la pista ed evacuare gli sciatori. Quattro persone sarebbero state estratte dalla massa nevosa, in base a quanto riferito da Le Nouvelliste.

Secondo l'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe, il pericolo di slavine per la regione nella giornata di oggi era al livello 2 su 5.

Dal canto suo la Federazione internazionale di sci (FIS), contattata dall'agenzia Keystone-ATS, ha confermato che l'episodio non avrà conseguenze sullo svolgimento della gara di Coppa del mondo, soprattutto perché la valanga si è staccata in un punto lontano dalla pista prevista per la competizione.

Si continua a cercare - Il soccorritore esperto Bruno Jelk - che ha lavorato a Zermatt per 34 anni - ha spiegato a 20 Minuten che in una situazione simile i soccorsi sono molto difficili in quanto non è possibile stabilire quanti sciatori vi fossero sulla pista quando è scesa la valanga. «Finché non sarà chiaro quanti sono quelli che mancano all'appello, le ricerche andranno avanti senza sosta». L'incertezza, quindi, rende le operazioni ancora più difficili.

«Ci sono possibilità di trovare sopravvissuti?» gli viene domandato. Lui risponde che «le probabilità sono più alte nei primi 15 minuti. Ma ci sono sempre delle eccezioni. Sotto la neve di queste "valanghe primaverili" è possibile riuscire a respirare a lungo».

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