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SAN GALLO
03.07.18 - 09:480
Aggiornamento : 16:24

Uccise il cugino per strada: inizia il processo

L'allora 59enne ha motivato il suo gesto affermando che il parente aveva intrattenuto una relazione con sua moglie

SAN GALLO - Un 61enne kosovaro è comparso oggi davanti al tribunale distrettuale di San Gallo per rispondere dell'uccisione di un cugino, ammazzato per strada con un colpo d'arma da fuoco il 12 maggio 2016. Il pubblico ministero ha chiesto 18 anni per assassinio e violazione della legge sulle armi. La sentenza verrà comunicata nei prossimi giorni.

Il cugino, un 41enne, era appena uscito di casa nella città vecchia di San Gallo, a pochi passi dalla cattedrale, per recarsi al lavoro verso le 5 del mattino quando è stato colpito da un proiettile sparato alla testa da distanza ravvicinata. Lo sparatore è fuggito, ma le indagini hanno permesso di identificarlo: il kosovaro allora 59enne è stato arrestato il 9 giugno a Sirnach, nel canton Turgovia, suo luogo di domicilio.

L'imputato, che dopo un periodo di detenzione preventiva sta ora scontando anticipatamente la pena, aveva dichiarato agli inquirenti di aver ucciso il cugino perché questi aveva avuto una relazione sessuale con sua moglie, deceduta nell'estate del 2015.

Un'affermazione ribadita oggi in aula. Il kosovaro, da tempo residente in Svizzera e padre di quattro figli già adulti, ha anche sostenuto di essere andato a San Gallo con l'arma carica perché voleva indurre il cugino a spiegarsi e perché aveva paura di lui. Per strada questi avrebbe reagito impugnando una sedia di ristorante, inducendolo a sparare per difendersi. Le immagini di una videocamera situata sulla strada indicano però che gli ha sparato da dietro a bruciapelo.

La procuratrice titolare dell'accusa ha parlato di una vera e propria "esecuzione" e di un atto premeditato. L'avvocato difensore ha ammesso la gravità del fatto, ma ha chiesto una condanna non superiore ai 12 anni per omicidio passionale o al massimo per omicidio intenzionale.

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